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La riforma fiscale di Trump: meglio società giapponesi ed europee


Commento a cura di Jacopo Ceccatelli, amministratore delegato di Marzotto SIM.

L’economia americana è potenzialmente favorita dalla riforma fiscale proposta da Donald Trump la quale prevede che la tassazione non colpisca più l'utile, ma il cash-flow delle aziende in base alla sua destinazione finale, con l'aggiunta di una compensazione tra Paesi definito come  destination-based cash flow tax with a border adjustment o semplicemente Border Adjustment Tax (BAT). In buona sostanza i beni importati dalle aziende saranno tassati, mentre quelli esportati saranno esentati del prelievo fiscale tramite una deduzione dal fatturato. Trump ha inoltre proposto un consolidamento delle aliquote fiscali per le persone fisiche riducendole a tre: 12%, 25% e 33%. Pur non essendo palesemente protezionistica, la riforma è un tentativo di Make America Great Again a spese dei propri partner commerciali i quali dovranno fare i conti con minori esportazioni verso USA ed aziende americane più competitive in ambito internazionale. Questa dinamica spingerà in molti Paesi quali Asia e Germania il passaggio da un modello orientato alle esportazioni ad uno maggiormente orientato ai consumi.

Gli effetti della riforma fiscale sul mercato azionario americano potranno essere penalizzanti solo nel breve termine, ma non nel lungo. Non sarà più conveniente finanziare buy-backs tramite l’emissione di debito. I settori maggiormente penalizzati potrebbero essere quelli maggiormente importatori ovvero oil & gas (45%), computers/electronics (44%), furniture (41%), electrical equipment (36%), textile (30%). La riforma stimolerà la ripresa della spesa per investimenti e quindi la crescita dei salari. La deducibilità degli stessi aumenterà i contratti full time. L’inflazione sarà un pò più alta a causa delle tasse sui beni importati ma anche il potere d’acquisto grazie al maggior reddito disponibile. Il dollaro beneficerà di un miglioramento del trade deficit rafforzandosi.

Società giapponesi ed europee con bassa esposizione al mercato americano saranno meno impattate dalla riforma e subiranno minore concorrenza dagli esportatori americani e sono pertanto le aree del mercato sulle quali al momento conviene essere posizionati.

Cosa prevede la riforma fiscale di Trump

Invece di tassare il net income (ottenuto sottraendo alle vendite i costi della produzione, gli ammortamenti, e la spesa per interessi), la Riforma Fiscale con BAT consentirà di dedurre soltanto CAPEX, salari ed esportazioni. Tutte le importazioni saranno aggiunte alla base imponibile. In questo modo le aziende saranno incentivate ad esportare più che ad importare.

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