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La pianificazione finanziaria degli italiani? A breve termine e a zero rischi (purtroppo)


E un po' come la recente storia dei coniugi Claudio e Franca. I due pensionati del torinese derubati dei 150 mila euro fra contanti e gioielli, che tenevano nascosti in un’intercapedine del muro. "Al giorno d’oggi tenerli in banca è solo un costo e se ti lasci convincere a fare qualche investimento rischi di perdere tutto il capitale. Io un conto ce l’ho, ma una parte dei miei risparmi l’ho portata a casa, come facevano i nonni che li nascondevano sotto il materasso", si era sfogato il pensionato. Non un caso sui generis, come spiega Marco Liera, founder e managing partner di YouInvest, a conclusione dell'Insights Conference di Gam a Milano.

Secondo l'esperto gli italiani hanno una ricchezza di circa 1200 miliardi, pari a un terzo del capitale delle famiglie, tutto in liquidità, tra conto corrente e qualche nascondiglio in casa. Eppure il capitale umano è la principale ricchezza per la maggior parte dei risparmiatori. E come tale andrebbe ben assicurato. "Gli italiani cercano di proteggersi ma non ci riescono. Perché? Perché non sono assicurati, non riescono a pianificare a lungo termine e circa due terzi non sono disposti ad aumentare i rischi sulle scelte di investimento personale". 

 

 

Insomma i risparmiatori preferiscono investire a zero rischi e a breve termine. Anche se "quando si investe il tempo gioca a favore" ribadisce Liera. Per il fondatore di YouInvest il percoso necessario affinché l'investitore faccia sua la prospettiva di lungo termine attarversa alcuni passaggi. In primo luogo bisogna osservare come hanno investito gli italiani (soprattutto in strumenti a reddito fisso) e con quali risultati (ottimi perché rischi che inconsapevolmente hanno corso sono stati straordinariamente remunerati). In secondo luogo, esaminare le evidenze empiriche che ci mostrano che questa epoca, l'età dell'oro del reddito fisso, è finita. "Ci aspetta un’epoca in cui quella che convenzionalmente è definita area degli investimenti a “zero rischio” giustamente rende zero o giù di lì".

Infine constatare che gli italiani detengono una montagna di liquidità a “zero rischio” che è una eredità dell’età dell’oro e soprattutto finalizzata ad autoassicurare gli italiani rispetto ai rischi di eventi rari a grande impatto (premorienza, invalidità permanente totale etc.). "I clienti si autoassicurano perché nessuno gli ha parlato di assicurazione", sottolinea Leira. Da questi passaggi discende che l'uso della leva assicurativa è indispensabile per accompagnare il risparmiatore verso il long-term thinking. La finalizzazione del risparmio si ottiene a condizione di liberare le risorse che più o meno inconsapevolmente i clienti tengono bloccati nella auto-assicurazione (liquidità). Se il cliente non è assicurato sugli eventi rari a grande impatto avrà sempre una buona ragione da opporre al consulente che gli propone di finalizzare una parte del suo risparmio nel lungo termine.

 

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