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La nuova normalità


In qualità di investitori o consulenti finanziari, negli anni passati vi sarà già capitato di incontrare il termine nuova normalità per descrivere i mercati finanziari. Ma cos’è esattamente questa nuova normalità? Si tratta forse di un termine che definisce i mercati finanziari con una volatilità molto elevata, una correlazione quasi perfetta delle classi d’investimento in alcune fasi di mercato, interminabili iniezioni di liquidità delle banche centrali, rapporti prezzo/utile storicamente molto elevati e che oggi devono essere considerati accettabili, o magari la consta- tazione che i tassi negativi ci accompagneranno ancora per lungo tempo? In ogni caso è chiaro che investire sui mercati finanziari soprattutto da dodici a diciotto mesi a questa parte è stato tutt’altro che normale.

Come avrete potuto constatare, anche noi all’inizio dell’anno siamo stati presi in contropiede nel quadro di una nuova normalità, nella speranza che le banche centrali sarebbero rientrate nella norma e che l’economia statunitense si sarebbe sviluppata ancora positivamente (in seguito al rialzo dei tassi della Fed in dicembre e alle dichiarazioni di Janet Yellen nonché alla nostra ipotesi che questi segnali avrebbero riportato in territorio positivo i mercati azionari). Dobbiamo invece guardare in faccia la realtà di una situazione completamente diversa e di una nuova normalità che è cambiata.

In questa situazione ci si chiede come debba muoversi un gestore di fondi. Nel nostro caso la risposta è: ridurre il rischio, ottimizzare continuamente il portafoglio alla ricerca di qualità e tentare di conseguire una decorrelazione all’interno del fondo. L’attuale situazione politico-economica non presenta un quadro univoco e risulta a volte perfino contraddittoria. Se si osservano questi dati con i risultati aziendali in parte deludenti, il pericolo di Grexit e Brexit, i possibili disordini sociali, le nuove elezioni in Spagna e la situazione debitoria in Cina, si capisce che i mercati sono correlati a un fattore determinante, il prezzo del petrolio. Questo contesto invita ancora alla cautela.

Ma allora adesso continueremo ad evitare ogni rischio? No, anzi torneremo ad assumere più rischi. In questa nuova nuova normalità dobbiamo affrontare le situazioni, percorrere ove opportuno strade nuove e adeguare le decisioni tattiche a tutte le classi d’investimento, soprattutto per le azioni. Tutto questo richiede una valutazione molto precisa del rischio (tra cui anche nel comparto obbligazionario) dei mercati e la flessibilità precedentemente citata, alla ricerca della qualità.

In retrospettiva i mercati finanziari non sono mai stati normali. Anche le banche centrali non sono mai state davvero normali e non sosteniamo di esserlo neppure noi. I mercati si trovano in una situazione di cambiamento costante, gli investimenti sono da sempre una sfida, anche se spesso fortunata, e quindi il passato ci ha dimostrato che ogni situazione offre anche opportunità per gli investitori. Gli elementi importanti sono: pazienza, un pizzico di fortuna e il timing giusto.

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