La negoziazione dei fondi comuni in Borsa: a che punto siamo?


Nessuno più ne parla, è stata la grande assente dell'edizione del Salone del Risparmio di quest'anno, eppure la quotazione dei fondi in Borsa, una delle principali rivoluzioni nel mondo del risparmio gestito in Italia, sembra essere arrivata ad un punto di svolta. Ritardi tecnici e cavilli normativi avevano rallentato e messo in stand-by l'iter per la quotazione di alcune sicav lussemburghesi per mano della CSSF (la Commissione di sorveglianza dei servizi finanziari), in attesa di raccogliere chiarimenti sulle modalità operative del nuovo mercato. A quanto pare secondo l'Autorità lussemburghese il sistema adottato da Borsa Italiana per la quotazione dei fondi non era conforme alla normativa UCITS e pertanto ha bloccato l'approvazione dei prospetti dei fondi che avevano fatto domanda di ammissione alle negoziazioni. 

Alcune Sicav che erano in attesa del via libera per la quotazione dei loro comparti hanno confermato a Funds People che la situazione si è finalmente sbloccata e anche da parte di Borsa italiana è arrivata la conferma che l'impasse legale è stato superato e che domani ci sarà l'annuncio dello sbarco su ETFplus di una nuova emissione.

Si parte anche con i fondi tricolore

Lo scorso 3 aprile è entrata in vigore il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo che consente la quotazione di prodotti di diritto italiano. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha autorizzato le modifiche relative alla quotazione contenute nel nuovo regolamento sulla gestione collettiva del Risparmio. A questo punto, le SGR che offrono fondi di diritto italiano potranno sottoporre le richiesta di ammissione a Piazza Affari.

"Adesso bisogna modificare i regolamenti e i prospetti, la banca depositaria deve adeguarsi al nuovo sistema e quindi prima che il tutto diventi operativo ci vorranno ancora diversi mesi", commenta Nicola Morelli Stefani, direttore generale di 8a+ Investimenti SGR. "È dallo scorso dicembre che aspettiamo il via libera per le tre sicav lussemburhesi per le quali abbiamo fatto domanda di ammissione ed inoltre abbiamo intenzione di quotare anche due fondi di diritto italiano. Per una società piccola come 8a+ con un brand poco conosciuto, la possibilità di vendere e comprare quote dei fondi comuni direttamente dal proprio home banking potrebbe significare l’avvio di un canale complementare e alternativo a quello attuale, ampliando così la domanda e la possibilità di raggiungere piccoli clienti istituzionali che non hanno accesso alle grandi piattaforme di distribuzione che attualmente operano in Italia", conclude. 

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