ETF strategic beta obbligazionari, crescita lenta e graduale


Nonostante gli ETF smart beta siano strumenti complessi e più difficili da utilizzare e applicare ai portafogli, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente apprezzamento di queste strategie. La crescita del numero di investitori che utilizzano questo tipo di prodotti nella costruzione dei portafogli è dovuta principalmente alla flessibilità di questi strumenti e all’efficacia con cui possono soddisfare gli obiettivi d’investimento. Nel primo semestre dell’anno, tra i replicanti smart beta più utilizzati dagli investitori troviamo i multi-factor e value, mentre sul mercato italiano abbiamo osservato un maggiore interesse verso le strategie value. In uno scenario in cui il numero di ETF smart beta è sempre più elevato, “occorre saper individuare quello più adatto al proprio profilo di rischio/ rendimento e, di conseguenza, avere ben chiari i criteri più importanti per selezionarli”, fa notare Simone Rosti, head of passive & ETF specialist sales Europe di UBS Asset Management.

Dal lancio del primo ETF smart beta nel 2003, il segmento si è focalizzato sull’azionario, mentre il mondo del reddito fisso è rimasto meno sfruttato dal punto di vista delle strategie alternative beta. Lo scorso anno gli strategic beta hanno attirato flussi pari a 9 miliardi, di cui appena 353 milioni si sono diretti verso gli ETF obbligazionari strategic beta, equivalente allo 0,6% del totale dei replicanti sui bond, in lieve crescita rispetto allo 0,2% del 2015. Secondo gli esperti di WisdomTree, gli investitori obbligazionari o coloro che intendono diversificare il loro portafoglio utilizzando il reddito fisso, dovrebbero prendere in considerazione gli ETF smart beta obbligazionari. “ll graduale aumento dell'interesse degli investitori verso gli ETF strategic beta obbligazionari è confermato da un lieve aumento degli afflussi verso questo segmento”, afferma l’esperto. Lo scarso sviluppo di questi strumenti è attribuibile ad alcuni fattori come i problemi di liquidità degli strumenti obbligazionari, che hanno di fatto scoraggiato lo sviluppo delle strategie alternative nell’universo dei replicanti fixed income, la mancanza di dati storici e ricerche accademiche, che hanno reso più difficile analizzare le performance di queste strategie, i costi di transazione elevati e la maggiore complessità. 

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