La Grecia non fa più così paura ai mercati


La vittoria di Syriza alle elezioni greche ha prodotto un timido effetto sui mercati finanziari e non certo il panico che sarebbe successo quattro anni fa e che alcuni analisti temevano. Ieri, negli scambi a chiusura di giornata, sui titoli di Stato decennali greci è rimasto un forte nervosismo, con i titoli di Stato ellenici in caduta tanto che il già stellare rendimento dei decennali (si parla di oltre l’8%) è salito di altri 40 punti base. Ma, più in generale, le elezioni di Atene, che hanno decretato la vittoria del partito di sinistra radicale Syriza guidato da Alexis Tsipras con 149 seggi, due in meno di quelli necessari per un governo a maggioranza assoluta, “non hanno prodotto grandi turbamenti.

La reazione di ieri, insomma, è stata decisamente tranquilla, l’esito delle elezioni era atteso. Il mercato, in altre parole, sta già scontando la possibile fase di rinegoziazione che pensiamo avrà un esito finale positivo, pur in presenza di una certa volatilità”, spiega Andrea Spallaccini, responsabile area gestioni collettive di Euromobiliare asset management SGR (gruppo Credem). La borsa di Atene ha ridotto il rosso con cui ha aperto (da -5% ha chiuso a -3,2%) mentre si è allargato di 45 punti base lo spread tra Grecia e Germania sul mercato obbligazionario. Il fatto che gli investitori siano diffidenti sulla tenuta del debito a breve è dimostrato dal fatto che i rendimenti del debito a breve scadenza (ovvero a 3 mesi e 3 anni) sono più remunerativi di quelli a 5 e 10 anni. Con ogni probabilità, “le mosse della BCE sul quantitative easing sono state in grado di ridimensionare il rischio di uno scoppio brusco dello spread nelle zone periferiche dell’Europa”, precisa ancora l’esperto. Tanto che sui titoli di stato di tutti gli altri Paesi europei la situazione non ha esibito alcuno scossone.

Sul fronte del debito, “ci aspettiamo una tenuta con i rendimenti dei paesi periferici che saranno superiori rispetto a quelli dei paesi core”, precisa. E sulla Grecia aggiunge: “se guardiamo agli incentivi nei prossimi mesi si assisterà a una fase di trattative dure e intense ma la Troika e la stessa Grecia hanno tutto l’interesse a trovare una soluzione e riteniamo quindi come più probabile oggi uno scenario dove la Grecia resti nell’euro”. Più in generale, conclude Spallaccini, “ci stiamo riposizionando nei portafogli e stiamo favorendo l’azionario rispetto all’obbligazionario dove, in ogni caso, diamo la preferenza ai titoli periferici e agli high yield”. 

 

 

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