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La Francia al voto: nessuno scommette su Le Pen


Quando si parla di elezioni, tutto è possibile. L’esito della consultazione francese è ancora molto incerto a causa dell’elevato livello degli indecisi (oltre il 30%) e/o di quelli pronti a cambiare le proprie intenzioni di voto. Le elezioni presidenziali in Francia saranno probabilmente una gara a quattro in cui si scontreranno i candidati Marine Le Pen, Emmanuel Macron, François Fillon e Jean-Luc Mélanchon. Secondo Pierre Olivier Beffy, chief economist di Exane BNP Paribas, "l’incertezza dovrebbe continuare a prevalere dato che il gap tra i principali candidati è molto piccolo. Infatti, la soglia per accedere al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi dovrebbe essere intorno al 21-22%. La Le Pen si è indebolita ma sta beneficiando della sua base politica molto robusta: più dell’80% di chi si dichiara a sua favore é sicuro della propria scelta. Macron sta perdendo forza dato che il suo programma non è compreso da molti elettori francesi e il supporto di Hollande non gli sta portando alcun giovamento. Contrariamente, Mélanchon sta crescendo nei sondaggi. Anche se in misura minore, Fillon sta guadagnando terreno a seguito delle dimostrazioni di supporto da parte di Sarkozy e Juppé e anche a causa delle crescenti preoccupazioni riguardo la sicurezza nelle passate settimane". 

Per John Stopford, portfolio manager del Global Multi Asset Income Fund di Investec Asset Management, i mercati stanno tornando nervosi, dal momento che i sondaggi mostrano una corsa a quattro con Le Pen data come vincitrice del primo round. "Riteniamo che il mercato faccia bene a incorporare un premio di rischio, ma pensiamo che una presidenza francese fortemente euroscettica sia un rischio poco probabile. Le Pen non dovrebbe vincere il secondo turno, anche se forse con un margine più stretto rispetto a quanto dicono i sondaggi, considerato il largo numero di indecisi. Se anche dovesse vincere, è davvero poco probabile che l’Assemblea Nazionale le permetta di minacciare la permanenza della Francia nell’euro. Detto questo, i mercati potrebbero rimanere nervosi per i prossimi due mesi se Le Pen facesse bene al primo turno, soprattutto se il secondo vedrà un testa a testa tra estrema destra ed estrema sinistra".

Per Nick Leung, research analyst di WisdomTree Europe lo scenario più probabile vede sfidarsi Macron e Le Pen al secondo turno. "Secondo le previsioni, a uscire vittorioso da uno scontro tra Macron e Le Pen sarebbe il candidato indipendente. Dovendo scegliere tra una forza politica controversa e un candidato centrista e moderato riteniamo che gli elettori francesi si esprimerebbero nettamente a favore di quest’ultimo, in maniera analoga a quanto avvenuto nel 2002". Considerando la prevedibilità del risultato, il premio di rendimento relativamente ampio degli OAT decennali francesi e dei BTP decennali italiani rispetto ai Bund decennali tedeschi appare eccessivo e i tassi potrebbero convergere con il ritorno dello status quo e della fiducia. Se Macron continuerà a guadagnare consensi, il calo del rischio politico dovrebbe alimentare la normalizzazione dei rendimenti dei titoli obbligazionari europei, negoziati con spread più ridotti nei confronti dei Bund.

Lo scenario numero due (possibile ma non probabile) vedrebbe l' impennata del populismo in cui aumentano le probabilità di vittoria di Le Pen e sfumano le speranze di Macron/Fillon. La politica estera radicale e l’incoerenza del piano economico di Le Pen minacciano la stabilità complessiva del progetto europeo e l’economia francese. Questo scenario mette a repentaglio soprattutto l’Euro, il segmento azionario e i titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona: gli investitori potrebbero valutare una posizione short con effetto leva. Anche i rischi di un referendum sull’Unione Europea, di nazionalizzazione e ridenominazione del debito in franchi, per quanto remoti, non possono essere completamente esclusi considerandone gli effetti sul sentiment e le speculazioni che ciò provoca sui mercati in generale. "Crediamo che, nel caso in cui Le Pen venga eletta alla Presidenza, gli OAT francesi sarebbero sottoposti a nuove pressioni. Il conseguente flight to safety potrebbe costringere gli investitori ad allocare su titoli e beni considerati ancora più sicuri, come i Bund tedeschi o l’Oro, oppure a coprire i portafogli azionari e obbligazionari attraverso esposizioni (short) inverse", dice l'esperto di WisdomTree.

Nuno Teixeira, head of institutional and retail solutions investment di Natixis AM  ritiene probabili solo due scenari: in primo luogo, l'ipotesi Macron/Fillon, con la vittoria di un candidato riformista, in una sorta di continuità con il recente passato; in secondo luogo, lo scenario Marine Le Pen, che rappresenterebbe una svolta netta rispetto agli ultimi 50 anni e punterebbe all'uscita della Francia dall'euro (e dall'Unione europea in virtù dei trattati attualmente in vigore). "Nel primo caso i mercati sono già molto ottimisti su tale esito; in ogni caso, l’ipotesi Macron/Fillon sarebbe probabilmente ben accolta poiché allontanerebbe il rischio dell'uscita della Francia dalla zona euro e dall'Europa, fornendo al contempo un programma ampiamente credibile di riforme", spiega il manager. Una vittoria di Le Pen coglierebbe gli investitori impreparati. "Tale scenario comporterebbe grandi incertezze e preoccupazioni alla luce della possibilità di una rottura della zona euro, il che potrebbe provocare uno scenario disastroso per il sistema bancario europeo. Le tensioni e la volatilità andrebbero alle stelle, sebbene la probabilità di una vittoria del Fronte nazionale alle elezioni presidenziali rimanga più elevata rispetto a quella di una vera e propria Frexit".

Qualsiasi sarà lo scenario futuro, vi è il forte rischio che le elezioni porteranno ad un sistema bipartisan francese maggiormente disperso, con maggiori difficoltà di costituzione di maggioranze consistenti; i governi di coalizione non sono lo standard culturale in Francia. La valutazione del rischio politico nella zona euro impone di monitorare tale situazione molto da vicino. Infine, "nel caso della vittoria di Marine Le Pen, dovremmo anche considerare l'impatto più vasto sui mercati finanziari mondiali del collasso dell'euro e di una crisi sistemica di gran parte del sistema bancario europeo. Pare che pochi investitori internazionali siano pronti per tale scenario, una situazione che ricorda quella innescata dal fallimento di Lehman Brothers", concludono da Natixis.

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