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La Cina entra nell’indice MSCI emergenti


La Cina è riuscita ad entrare nell'indice MSCI dedicato ai mercati emergenti. L’ingresso è previsto in due tempi: un primo step a maggio 2018 e un secondo ad agosto 2018. Chi investe in azioni dei mercati emergenti ha già in portafoglio titoli di società cinesi perché la Cina fa parte dell’indice MSCI emerging markets con le azioni quotate a Hong Kong e ha un peso complessivo del 25,8% sul totale. Con l’ingresso nell’indice delle azioni cinesi di tipo A, il peso specifico della Cina sul benchmark utilizzato dai gestori emergenti cambia e potrebbe incidere in maniera significativa sulle scelte dei gestori.
Ma è davvero così? Le reazioni dei gestori non si sono fatte attendere, tra entusiasti e scettici. "Siamo davanti a una svolta decisiva nell’evoluzione dei mercati azionari domestici della Cina", ha commentato Greg Kuhnert, manager dell’All China Equity Strategy di Investec Asset Management. "L’MSCI ha finalmente inserito nei suoi indici il secondo più grande mercato azionario del mondo, grazie alla migliorata accessibilità proveniente dai programmi Hong Kong e Shanghai/ Shenzhen Connect. Il fattore di inclusione è relativamente contenuto: inizialmente saranno 222 i titoli China A large Cap inseriti e si prevedono afflussi iniziali per soli 1.5 miliardi di dollari americani, ma questo sarà solo l’inizio". E continua: "Per gli investitori globali, le A shares cinesi offrono la possibilità di investire in un universo ampio di idee con oltre 3000 azioni di tipo A quotate che secondo noi ben rappresentano l’economia cinese e i suoi nuovi fattori che ne guidano la crescita. Esse sono anche in grado di offrire il vantaggio di una maggiore diversificazione dal punto di vista della volatilità complessiva del portafoglio". Per John Lin, portfolio manager China Equities di AllianceBernstein l’inclusione delle A-Shares cinesi nell’MSCI EM Index rappresenta una svolta per gli investitori internazionali, davanti ai quali si apre improvvisamente un universo finora escluso dai radar. "Anche un’ammissione minima rappresenta un passo molto significativo nella strada per integrare la Cina, che ha una capitalizzazione di mercato intorno ai 7,5 trilioni di dollari, nell’azionario globale", ha detto il gestore di AllianceBernstein. "La prima inclusione di 169 titoli A-Shares già sottoposte al regime Stock Connect è un approccio soft, ma è comunque importante nella strada per far sì che l’indice diventi effettivamente rappresentativo delle maggiori economie emergenti". Dello stesso avviso anche Raymond Ma, gestore di FF China Consumer Fund di Fidelity International: "La tanto attesa inclusione delle A-share nell'indice MSCI EM è una novità positiva, poiché offre una flessibilità di gran lunga maggiore per gli investimenti nell'universo delle A-share. In particolare, l'ammissione di questi titoli nell'indice ha una forte valenza simbolica, in quanto sancisce un miglioramento significativo dell'accessibilità al mercato delle A-share per gli investitori esteri. Prevedo già a partire da adesso un aumento dell'attenzione verso i mercati cinesi da parte degli investitori globali. L'inclusione delle A-share sosterrà indubbiamente il sentiment nonché la liquidità del mercato, favorendo un maggiore afflusso di capitali a medio-lungo termine.

Gli scettici

"La decisione dell’MSCI non ha nessuna applicazione pratica per noi come stock-picker", ha detto Nick Yeo, head of Chinese and Hong Kong Equities di Aberdeen Asset Management. "Investiamo in aziende basandoci su criteri stringenti come la sostenibilità degli utili e la gestione progressiva del capitale. Un flusso di capitale in ingresso che segue l’indice non risponde a questi requisiti di qualità". L'annuncio non ha sorpreso Mark Mobius, executive chairman di Templeton Emerging Markets Group. " Per noi dato che l'inserimento delle China A Shares sarà attuato l'anno prossimo. Riteniamo che non ci saranno ripercussioni significativi sul mercato in generale né a breve né a medio termine poiché gli investitori avranno il tempo di adeguare i loro portafogli di investimento visto che la nuova ponderazione sarà effettuata gradualmente per un certo numero di anni. Tuttavia, dobbiamo essere cauti soprattutto nel caso in cui le ponderazioni delle azioni di Hong Kong e Cina aumentano così tanto che dominano l'indice e altri paesi non ottengono l'attenzione che meritano".

Scettico si è mostrato anche Kim Catechis, head of Global Emerging Markets di Martin Currie (gruppo Legg Mason) : "Non abbiamo motivo per essere troppo eccitati da quest’ultima proposta. Con un’inclusione iniziale sotto il 5%, l’impatto sugli altri indici dovrebbe essere limitato, visto che le azioni di categoria A (A-shares)dovrebbero pesare solo per lo 0.1% dell’MSCI All Country World Index, lo 0.5% dell’MSCI Emerging Market e lo 0.6% dell’Asia (Giappone escluso). L’impatto sarà maggiore quando verranno inclusi più titoli del mercato A-share. Per capire quanto potrebbe volerci, la Corea del Sud è entrata nell’indice con il 20% del suo mercato nel 1992 ed è arrivata al 100% nel 1998; Taiwan è entrato con il 50% del suo mercato nel 1996 e ha raggiunto il 100% nel 2005. Il quarto tentativo di ingresso delle A-share cinesi rappresenta un primo passo molto più appetitoso per gli investitori, soprattutto perché l’ingresso vero e proprio non ci sarà prima di maggio 2018. Tuttavia, per gli investitori internazionali ci sono ancora temi che destano preoccupazione, come quello sul controllo del capitale. Il mercato delle A-share è ancora considerato un’opzione più costosa rispetto ad altre, poiché ci vogliono ritorni molto alti per compensare l’aumento di volatilità dei prezzi delle azioni domestiche. Il livello di trasparenza delle aziende domestiche cinesi è inferiore a quanto gli investitori internazionali vorrebbero".

Ecco i fondi azionari con il marchio Funds People per investire in Cina

Nome del fondo  Società  Marchio FP
AB FCP I China Opportunity Portfolio AB (AllianceBernstein) C
Comgest Growth Greater China Comgest C
Fidelity Funds - China Focus Fund Fidelity C
Fidelity Funds - Greater China Fund Fidelity C
First State Greater China Growth Fund First State C
Henderson Horizon China Fund Henderson C
Invesco Funds - Invesco Greater China Equity Fund Invesco C
Pioneer Funds - China Equity Pioneer Investments B
Schroder International Selection Fund China Opportunities Schroders C
UBS (Lux) Equity Fund - China Opportunity (USD) UBS C
Wells Fargo (Lux) World Fund - China Equity Wells Fargo C

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