La Cina entra in Mps e Unicredit


I protagonisti della finanza in Cina continuano a guardare con interesse all’Italia. Le ultime, in ordine di tempo, erano state Terna e Saipem ma prima era toccato (tra le quotate di Piazza Affari) a Intesa Sanpaolo, Generali, Mediobanca, Prysmian, Eni, Enel e Telecom. Adesso è toccato, secondo il documento sulle partecipazioni rilevanti della Consob che porta la data del 6 luglio 2015, a Mps e Unicredit.

La People’s Bank of China, ovvero la Banca centrale della Repubblica Popolare Cinese, ha in altre parole fatto il suo ingresso anche nel capitale di due delle principali banche italiane: Unicredit e Monte Paschi di Siena. Le operazioni portano la data del 29 e 30 giugno. Riguardano, rispettivamente, il 2,005% di UniCredit e il 2,010% di Mps. A oggi gli investimenti cinesi a Piazza Affari superano i 5 miliardi di euro, proprio in un momento in cui la Borsa di Shanghai sta vivendo un crollo che fa seguito allo scoppio della bolla speculativa che ha fatto fare al listino il 150% in due anni e che ora ha visto andare in fumo 3.000 miliardi di dollari e alcune decine di quotazioni previste.

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