La buona idea d'investimento di Raiffeisen per l'Italia


L’idea fissa di Donato Giannico, country head per l’Italia di Raiffeisen Capital Management, è quella di prepararsi a fronteggiare al meglio il mercato del reddito fisso, che si appresta nel medio termine ad un rialzo dei tassi. Un’eventualità su cui molti esperti già ragionano, cercando di scovare vie alternative che possano attutirne l’urto. “Da qui in avanti la situazione si fa sempre più difficile”, spiega Giannico a Funds People “per cui è opportuno avere una gamma di prodotti che possa essere molto diversificata e saper cogliere le opportunità”.

L’esigenza è quella che la branch, da quindici anni in Italia con un patrimonio complessivo pari a 2,6 miliardi di euro, ha prospettato alla casa madre austriaca: un progetto per implementare l’offerta sul mercato italiano, guardando al futuro. La succursale di Milano ha perciò selezionato alcune strategie che potrebbero rivelarsi strategiche nei prossimi dieci anni, come le strategie obbligazionarie gobali (global bond, global corporate bond, global high yield, inflation linked, l/s debt, asian bond) ma anche strategie market neutral equity, global macro, nultistrategy, absolute return, convertible european and global). “Diciotto in tutto”, dice Giannico, “sulle quali abbiamo cominciato già a lavorare”.

L’idea è insomma quella di rivolgersi a chi, queste strategie, le conosce bene. E ci ha costruito dei fondi ad hoc. Come Convertinvest, ad esempio. Una boutique austriaca specializzata in convertibili. “L’accordo che noi proponiamo è portare alcuni prodotti di case terze in Italia, che possano implementare la nostra gamma già in distribuzione”, precisa Giannico. Di Convertinvest, Raiffeisen ha scelto tre fondi convertibili (il Convertinvest Global Convertible Properties, il Convertinvest European Convertible & Bond e il Convertinvest All Cap – quest’ultimo appena registrato anche per il retail e che ha quattro stelle Morningstar). Sì perché il secondo step del progetto che finora si rivolge alla clientela istituzionale, come aggiunge Giannico “è fare di un fondo un prodotto white-label, in co-branding, e collocarlo come fosse nostro anche alla clientela retail”.

Frattanto il progetto ha inglobato una seconda casa d’investimento: l’austriaca C Quadrat. L’accordo prevede la distribuzione di tre strategie che anche stavolta implementando la gamma di Raiffeisen in Italia sull’absolute return o gli asian bond. “Sono tutte asset class complementari alle nostre che possono andare in una direzione di decorrelazione”, afferma il responsabile Italia. “Siamo molto bravi a gestire la duration, anche negativa, ma questo in futuro potrebbe non bastare. Avere delle strategie convertibili, legati all’inflazione americana o dei bond asiatici sono ulteriori tegole di un tetto che vogliamo rafforzare per fronteggiare il rialzo dei tassi”, chiarisce Giannico.

La scelta delle boutique d’altronde è certosina. “Abbiamo un radar quantitativo che si muove a livello europeo e americano per selezionare i fondi. Le boutique solitamente sono di grandezza medio piccola, dai 4 ai 10 miliardi di euro di masse gestite. E non sono presenti in Italia, né contano di esserlo nel breve o medio termine. I fondi devono insomma essere coerenti e consistenti, non una sovrapposizione con i nostri, e le case di gestione interessate a promuoverli nel mercato italiano, tramite il nostro supporto", conclude l'esperto.  

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