L’oro si conferma il bene rifugio per eccellenza


Il metallo giallo ha chiuso il primo semestre con un guadagno di +7,9%, toccando quota 1242,30 dollari l’oncia. Nonostante il rialzo sia stato determinato quasi esclusivamente dalle solide performance del primo trimestre, l’oro è risultato tra i metalli preziosi più performanti dell’anno insieme al palladio. Il rialzo del metallo giallo è stato favorito principalmente dalla debolezza del dollaro e dall’incertezza politica globale, dovuta principalmente all'incertezza sugli effetti finali della Brexit, i dubbi sulle politiche di Trump e l’inasprimento della crisi del Golfo. L’oro si conferma il bene rifugio per eccellenza, utilizzato sia con finalità di diversificazione che per la copertura di rischi politici. A giugno, per la prima volta nel 2017, il corso del metallo giallo è calato del 2,4%, chiudendo il primo semestre su un livello di prezzo simile a quello di marzo. 

Secondo gli esperti di Goldman Sachs, le prospettive per la seconda parte dell’anno sono positive. Secondo la società l'ottimismo è riconducibile a due fattori: i rendimenti più bassi delle azioni americane porteranno gli investitori ad adottare un atteggiamento più difensivo e l’accelerazione del PIL delle economie emergenti aumenterà il potere di acquisto dei Paesi più propensi al consumo di oro.

Secondo Joe Foster, fund manager e strategist di VanEck, al momento le quotazioni aurifere beneficiano dell’attenuarsi del ‘reflation trade’. “L’euforia del mercato è in calo a causa delle forti difficoltà del governo a implementare la propria agenda politica date le notevoli controversie che lo affliggono. Nei mesi successivi alle elezioni il mercato ha puntato sul contestuale rialzo di azioni, titoli di Stato e valuta statunitensi. Nel frattempo i tassi nominali e reali e il dollaro hanno ceduto terreno, mentre l’oro si è ripreso dopo le forti vendite innescate dall’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti” spiega l’esperto.

Nella categoria degli azionari settore metalli preziosi troviamo un fondo con rating Blockbuster, il BlackRock Global Funds - World Gold Fund E2. Il comparto mira a massimizzare il rendimento sull'investimento mediante una combinazione di crescita del capitale e reddito sugli attivi del fondo. Il prodotto investe almeno il 70% del patrimonio in titoli azionari di società a livello globale operanti prevalentemente nel settore delle miniere d’oro e può anche investire in azioni di società che svolgono la loro attività economica prevalente nel settore dell’estrazione di metalli preziosi, metalli di base e minerali.
 Il gestore si concentra prevalentemente su società a media e grande capitalizzazione (circa il 90%), ha la facoltà di selezionare in modo discrezionale gli investimenti e può prendere in considerazione l’indice FTSE Gold Mines.
 In termini di diversificazione geografica, gli investimenti del fondo si concentrano prevalentemente in Canada (55,30%), Regno Unito (17,93%) e Australasia (12,55%). Tra le principali posizioni del fondo troviamo Randgold Resources Ltd ADR (8,79%), una società di estrazione d’oro operante prevalentemente in Mali e quotata sulla London Stock Exchange dal 1997, Newcrest Mining Ltd (8,51%), un’impresa mineraria operante in Australia, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Africa dell’Ovest e Agnico Eagle Mines Ltd (8,45%), un’impresa canadese specializzata nell’estrazione, trasformazione e produzione di oro, operante in Canada, Finlandia e Messico, e con progetti esplorativi in questi tre Paesi, così come in Svezia e Stati Uniti.

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