L'obbligazionario e i suoi vantaggi


L’obbligazionario mondiale ha vissuto anni di inflows al di sopra di ogni aspettativa con conseguente compressione dei rendimenti e guadagni in conto capitale. È un dato di fatto che in questo preciso momento storico gli spread del credito sono tornati ai livelli del 2007 e il tasso privo di rischio è prossimo ai minimi storici: senza una gestione attiva i prossimi anni saranno sicuramente caratterizzati da una volatilità crescente unita a guadagni in conto capitale perlomeno inferiori rispetto a quanto siamo stati abituati.

In un ciclo economico “standard” si sarebbe già cominciato a vedere un rialzo dei tassi, ma lo shock del 2008 e la crisi della periferia del 2011 hanno cambiato radicalmente sia la capacità di trasmissione della politica monetaria che le funzioni di risposta delle banche centrali. Il primo tentativo di normalizzazione sta avvenendo in Inghilterra, la cui economia pur con grandissimi squilibri settoriali e geografici mostra segni di surriscaldamento; il resto del mondo “sviluppato” è diviso tra un Giappone in pieno stimolo monetario, una FED disposta a tollerare una inflazione più alta per via di una crescita economica sotto le attese e una BCE che si sta preparando a combattere lo spettro della deflazione.

L’economia globale che ancora arranca, gli alti profitti futuri scontati nei livelli dei più importanti indici azionari e una abbondanza di liquidità nel sistema consentono di pensare che una gestione attiva sull’obbligazionario possa oggi avere un profilo rischio-rendimento migliore rispetto a quello di altre asset class.

Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi