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L’Italia valuta una seconda voluntary disclosure


È diventato sempre più complicato evadere il fisco oltreconfine. È appena arrivata infatti la firma che rende operativo l’accordo tra il Principato di Monaco e l’Unione europea nella lotta ai capitali non dichiarati. In pratica questo vuol dire che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, scatterà lo scambio automatico di informazioni tra Monaco e Ue. Il flusso di dati riguarderà soltanto le operazioni bancarie e finanziarie effettuate dal 1° gennaio del 2017. Le comunicazioni saranno inviate automaticamente alle Agenzie delle Entrate dei Paesi UE. Oggi sono circa 7mila gli italiani che hanno residenza a Montecarlo.

Afferma Umberto Giraudo, AD di Fidersel (la società fiduciaria del gruppo Ersel) che “per gli evasori le vie di fuga sono sempre più complicate. Restano ormai solo pochi Paesi, lontani e con sistemi bancari dalla scarsa solidità”. Questo accordo potrebbe, a questo punto, accelerare un’idea già formulata, quella di costituire una Voluntary Bis in Italia, ovvero una nuova operazione di emersione dei capitali non dichiarati, molto simile a quella dello scorso anno. Il governo, secondo gli esperti, starebbe seriamente prendendo in considerazione questa ipotesi. In relazione alla prima Voluntary, manca l’ufficialità dei numeri. Quello che si sa è che solo il 65% circa avrebbe aderito e, di questo, il 17% sarebbe rientrato in Italia mentre il resto dei soldi, seppure in chiaro, sarebbe rimasto fuori dai confini nazionali.

La firma quindi tra UE e Montecarlo è un ennesimo segnale di lotta all’evasione. Bisognerà vedere se chi non ha aderito al precedente, aderirà a questo. Di certo, per le casse dello Stato, sarebbe una buona occasione.

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