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L'industria mondiale dei fondi soffre


La battuta d'arresto del risparmio gestito italiano registrata nel terzo trimestre non è un fatto isolato. Secondo l'ultimo rapporto statistico di EFAMA, con dati provenienti da 46 paesi, la frenata si è estesa all'industria dei fondi in tutto il mondo che ha perso complessivamente il 5,9% del patrimonio gestito in euro, portandosi al 34,9 trilioni di euro a fine settembre, rispetto ai 37,1 trilioni del trimestre anteriore. Anche la raccolta netta ha registrato una sostanziale diminuzione, passando da 596 miliardi di giugno ai 230 miliardi alla fine del terzo trimestre. Anche se tutte le asset class sono state colpite, fondi misti sono stati la categoria che più a sofferto con 34 miliardi di euro di riscatti registrati nel periodo, rispetto ai 340 miliardi di entrate nette del trimestre precedente. Al contrario, gli investitori hanno scommesso sul mercato monetario in questo periodo di instabilità e questa asset class ha raccolto 181 miliardi di euro rispetto a 20 miliardi di rimborsi netti subiti tra aprile e giugno.

A fine settembre, i fondi azionari rappresentavano il  39,2% del patrimonio mondiale, quelli obbligazionari il 21,1%  e i misti il 18,4%, rispetto al 12,4% dei monetari.

Per Paesi/regioni, gli Stati Uniti mantengono una quota di mercato del 48,8%, seguiti dall'Europa (33,8%), l'Australia (3,7%), il Giappone (3,2%), il Canada (3,0%), il Brasile (2,9%), la Cina (2,6%), la Corea del Sud (0,9%), il Sud Africa (0,4%) e l'India (0,4%).

 

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