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L’incertezza elettorale fa veramente male al mercato?


Il rischio politico è sempre più metabolizzato dal mercato. Abbiamo superato indenni gli appuntamenti elettorali in Olanda e Francia ed ora aspettiamo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna. Nel frattempo l’Italia è sempre vigilata speciale. Infatti la probabilità di elezioni anticipate a settembre è diventata improvvisamente molto elevata.  “Continuiamo a pensare che conti più il contesto macro (ripresa globale) rispetto al rischio specifico Italia. Tuttavia, lo spettro di elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale del 2018 (non immaginabili rispetto a poche settimane fa) ci fanno assumere un atteggiamento di cautela nel breve, almeno dopo la buona performance dell’Italia da inizio anno”, commentano dal team di gestione di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione di Intermonte SIM che si occupa di risparmio gestito ed advisory.

Ma l’incertezza elettorale fa veramente male al mercato? La ricca statistica sulle elezioni/crisi di governo in Italia dal '73 ad oggi mostra come l’indice abbia avuto variazioni positive sia ad 1 che a 2 mesi prima dell’insediamento, ma negative 1 e 2 mesi dopo. Anche confrontando il mercato Italiano con quello Europeo negli stessi periodi i risultati non sono molto diversi: dagli anni ‘90 in poi, in media, le escursioni si sono ridotte e le performance post insediamento mostrano un andamento marginalmente positivo. "In ogni caso l’evidenza sembra essere che il meglio venga statisticamente prima dell’evento elettorale", affermano gli esperti di Intermonte. 

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