L'Europa perde slancio


I rischi per l'economia globale sono aumentati mentre la ripresa della zona euro ha perso slancio. Questo è, in sintesi, il quadro che emerge dall'ultimo bolllettino economico di Banca d’Italia. Nelle ultime settimane, dopo un periodo di relativa tranquillità è tornata sui mercati internazionali la volatilità; dati macroeconomici non incoraggianti, sentiment negativo nell’aerea euro, le nuove preoccupazioni sulla situazione politica-finanziaria in Grecia hanno determinato lo spostamento di grandi masse verso attività più sicure, come ad esempio i bond tedeschi che hanno raggiunto i loro minimi di rendimento ed hanno spinto nuovamente al rialzo lo spread. Tale cambiamento si è notato anche nei mercati finanziari italiani, dove l’indice di borsa ha perso l’11% circa dalla fine di settembre, dopo i forti rialzi registrati fino a giugno. La maggior incertezza del quadro macroeconomico europeo unito alle tensioni geopolitiche dell’Est Europa, hanno contribuito ad aumentare il premio per il rischio degli investitori.

Tutti i comparti, specialmente quelli relativi ai prodotti petroliferi, dei servizi, nel settore industriale e delle telecomunicazioni hanno visto una discesa accentuata dei prezzi. Sulla base dei dati forniti da Assogestioni, il report della Banca d’Italia, sottolinea che le sottoscrizioni di fondi comuni aperti di diritto italiano ed estero si sono ridotte a 18 miliardi dai 25 nel trimestre precedente.  Si salvano i fondi flessibili e obbligazionari, mentre i fondi monetari registrano consistenti deflussi.

Dopo aver registrato una discesa nel terzo trimestre, agevolata dagli interventi espansivi della BCE, lo spread ha registrato a metà ottobre un nuovo accentuato rialzo, che tuttavia sembra attenuarsi negli ultimi giorni. Al fine di stimolare l’economia nell’area euro, le ultime manovre adottate dalla BCE, tra le quali, diminuzione dei tassi, acquisto di ABS e rifinanziamenti a lungo termine, hanno determinato una riduzione dei rendimenti e un deprezzamento dell’euro. Rimangono tuttavia le preoccupazioni derivanti da un prolungato livello di bassa inflazione nel vecchio continente. A livello mondiale, segnali di ripresa arrivano dagli Stati Uniti; la graduale normalizzazione delle politiche monetarie che sta attuando la FED, sta portando i mercati a riscomettere su quest’area geografica e sul dollaro.

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