Tags: Legale | Consulenza |

L'ESMA chiede ai consulenti conoscenze specifiche e un'esperienza minima di cinque anni


I professionisti dell'investimento - compresi gli istituti di credito che prestano servizi finanziari, le società del risparmio gestito e i gestori esterni di FIA, se gestiscono portafogli o forniscono servizi non core - sono tenuti a sapere le caratteristiche chiave dei loro prodotti, i loro rischi e tutti i costi annessi all'operazione eseguita dal cliente. E non solo: devono conoscere le implicazione fiscali di tali operazioni, almeno in generale, e avere un'esperienza professionale non inferiore ai cinque anni. Questi i temi proposti dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) nel documento di consultazione appena pubblicato sul Progetto di Linee guida per la valutazione delle conoscenze e delle competenze professionali rispetto al MiFID II. La consultazione è aperta fino al 10 luglio. Dopo aver raccolto le risposte, l'ESMA pubblicherà le Linee guida ufficiali nel quarto trimestre dell'anno.

La consultazione indica i criteri per valutare le conoscenze e le competenze dei professionisti che forniscono consulenza o informazioni su strumenti finanziari, d'investimento o simili ai clienti. Il documento propone che tali criteri debbano essere soddisfatti, ottenendo una "qualificazione adeguata" e "un'esperienza congrua" e stabilisce le aree di conoscenza e di competenza che devono essere valutate. Queste aree comprendono la comprensione delle caratteristiche chiave, la complessità e i costi totali dei prodotti o servizi pertinenti. Inoltre, è necessario sapere come funziona il mercato, la sua struttura e l'impatto dei dati economici; come utilizzare le fonti di dati e i principi di valutazione. Ma anche le norme vigenti e le procedure aziendali interne destinate a garantire l'applicazione della MiFID II. L'Autority europea propone inoltre che le autorità nazionali competenti determinino l'elenco dei requisiti o criteri appropriata per la valutazione delle qualifiche.

Nello specifico ESMA fa sei domande per ottenere dei feedback su questioni come, ad esempio, se l'esperienza di almeno cinque anni consecutivi è appropriata e se debba essere o no condotta nella stessa azienda. L'Autority vuole anche sapere se la sua proposta di distinguere tra ciò che è richiesto ai consulenti e quello richiesto al resto del personale che fornisce informazioni sia adeguata. E, soprattutto, sapere se i criteri proposti sono sufficienti. Infine, vuole anche conoscere i costi extra che potrebbero scaturire dall'attuazione delle Linee guida.

Altre notizie correlate


Anterior 1

Caro consulente, da chi sei pagato?

Con la nuova MiFID viene introdotta la consulenza “su base” indipendente per banche e reti, ma si tratta solo di indipendenza “oggettiva”, cioè indipendenza del servizio e non del venditore. Riflessioni di Luca Mainò, founder & partner di Consultique Spa.

MiFID II, si scaldano i motori

Sulla scia della nuova disciplina europea che partirà da inizio 2017, reti di distribuzione e fabbriche prodotto si stanno adeguando per gestire i portafogli modello, migliorare l’informativa e costruire un impianto di advisory, a cominciare dalla modalit

Anterior 1

Prossimi eventi