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L’attività di selezione dei fondi in tre lingue


L’attività di selezione dei fondi di investimento si è evoluta nel corso degli ultimi anni e sta diventando sempre più sofisticata e regolamentata. Funds People ha riunito tre fund selector di Italia, Spagna e Portogallo al fine di discutere delle caratteristiche del processo di fund selection, evidenziando i punti comuni e le differenze nei tre Paesi dell’universo Funds People. 

Per l’Italia, Alberto Martinelli, head of portfolio advisory presso Banca Generali, realtà leader in Italia nei servizi di pianificazione finanziaria e wealth management. Per il Portogallo, Rui Machado, direttore – fund selection & alternative investment di IM Gestão de Ativos, una delle  principali società di gestione del risparmio indipendenti presenti in Portogallo che offre servizi di intermediazione, consulenza, cartolarizzazione e gestione degli attivi. Per la Spagna, Diego Fernández Elices, chief investment officer presso A&G Banca Privada, una banca privata spagnola specializzata nella gestione globale di patrimoni.

 

Evoluzione  

Negli ultimi anni l’attività di selezione dei fondi è profondamente cambiata, passando da un contesto meno complesso in cui l’analisi quantitativa era al centro del processo, ad uno scenario più sofisticato in cui l’approccio qualitativo è la parte predominante dell’attività. Alberto Martinelli spiega che “tre o quattro anni fa il quantitative screening era la parte più importante del processo di fund selection. Oggi, invece, l’attività di selezione è focalizzata maggiormente sull’analisi qualitativa, soprattutto con riferimento alla comprensione dei rischi gestionali. Un approccio che continuerà a crescere nei prossimi anni”. Secondo Rui Machado “la differenza più significativa riguarda la maggiore sofisticazione dell’attività rispetto a dieci anni fa”.  “In molti casi la maggiore sofisticazione è molto più evidente nel buy-side”, precisa Diego Fernández. “Una maggiore sofisticazione nel sell-side e una maggiore trasparenza potrebbero portare ad una maggiore efficienza”. Per Martinelli “la sfida più difficile è cercare di capire come l’andamento di un fondo possa evolversi nei differenti contesti di mercato, cioè capire se siano ancora in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati, soprattutto in termini di rischio. Per l’analisi di alcune categorie di fondi, le misure del rischio come il maximum drawdown sono più importanti della performance”.

 

Obiettivi

L’obiettivo principale del fund selector italiano è quello di selezionare fondi le cui caratteristiche di rischio-rendimento siano idonee alla costruzione di un portafoglio efficiente nei differenti contesti di mercato, non necessariamente i migliori fondi in termini assoluti. “Non abbiamo nessun tipo di restrizione in Italia; nel caso di fondi destinati alla clientela finale, l’unico vincolo è legato all’universo di fondi che la banca può distribuire (più di 3000)”, spiega. Per Rui Machado è importante selezionare il fondo più adatto ad una specifica strategia: “Ci focalizziamo maggiormente sui fondi absolute return, non selezioniamo fondi global e obbligazionari in quanto abbiamo pacchetti di asset allocation predeterminati”. Il processo di fund selection utilizzato dal team di Diego Fernández è focalizzato principalmente sull’analisi qualitativa ed è incentrato prevalentemente sui global funds. “Mettiamo il rischio al centro del nostro processo di selezione e, nonostante la perdita di interesse degli investitori verso la gestione attiva, penso che questo sia un ottimo momento per cogliere nuove opportunità nella stessa”, dice il fund selector spagnolo. A livello organizzativo, il team gestito da Rui Machado e Alberto Martinelli è composto da risorse specializzate in una specifica asset class. “Dividiamo le nostre asset class in obbligazionario, azionario, alternative/absolute return e fondi flessibili, ma è importante che ogni membro del team abbia una visione ampia e globale in termini di asset class”, chiarisce Martinelli. Diego Fernández Elices preferisce invece un team di generalisti, ossia risorse non specializzate in specifiche shareclass.

 

Fattori chiave

I parametri di scelta di un fondo possono essere eterogenei e dipendono molto dagli obiettivi preposti. Per il team di Banca Generali, il punto di partenza dell’attività di selezione non può che essere quantitativo con l’analisi del track record del fondo, in secondo luogo si focalizzano sulla qualità e trasparenza dell’informazione, nonché sul rapporto diretto con l’asset manager che assume un ruolo fondamentale. “È fondamentale ricevere informazioni affidabili riguardanti l’evoluzione delle strategie del fondo, e che le stesse siano consistenti nel tempo”, dice l’esperto italiano. Secondo Machado, il fattore più importante del processo di selezione è il track record del fondo e aggiunge che “al fine di essere consistenti, consideriamo una serie di fattori in modo congiunto come la relazione con l’asset manager, la trasparenza e il rendimento aggiustato per il rischio”. Diego Fernández  Elices, invece, punta in primis  alla relazione diretta con l’asset manager. Per i tre fund selector poi il brand della società non è rilevante nella loro attività di selezione di fondi. 

 

MiFID II

La MiFID II è il tema normativo del momento ed è quindi importante comprendere quale sarà l’impatto della stessa sull’attività di selezione dei fondi di investimento. Alberto Martinelli spiega come attualmente operino su regime misto, basato su rebates e fee only. “Penso che la MiFID II non avrà un impatto rilevante sulla nostra attività in quanto continueremo a selezionare i fondi secondo un processo strutturato che tenga in considerazione tutte le caratteristiche qualitative e quantitative più rilevanti, compreso il costo”. Per il fund selector portoghese invece la normativa non sarà comunque un grosso problema: “Non avrà alcun impatto sulla nostra attività in quanto non siamo nel business delle retrocessioni”. 

Secondo Diego Fernández Elices l’unica conseguenza di MiFID II sull’attività quotidiana sarà la necessità di lavorare in stretto contatto con i dipartimenti operations. Per ciò che concerne la relazione con i fund manager, Rui Machado spiega che “è importante distinguere due fasi: quando stiamo analizzando il fondo, facciamo molte domande al gestore, mentre quando stiamo investendo nel fondo, organizziamo conference call al fine di seguire l’andamento dello stesso”. 

Per il fund selector di Banca Generali la cosa principale ad ogni modo è quella di avere un contatto diretto con il sales manager al fine di poter disporre di informazioni tempestive. Diego Fernández Elices afferma poi che “occorre analizzare caso per caso”, ma aggiunge che preferisce “avere un valido sales specialist, in quanto l’attività dei fund manager è focalizzata soprattutto sulla gestione del portafoglio”. 

 

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