L’arte di scostarsi dal benchmark senza timore


S e la gestione di un fondo non è una scienza esatta ma un’arte, così come afferma Nicolò Bocchin, portfolio manager obbligazionario di Aletti Gestielle SGR, allora il fondo Gestielle Obbligazionario Corporate lo si potrebbe ben definire un prodotto artistico. Dove gli strumenti si miscelano come i colori di un’opera d’arte e ci si allontana dal modello di riferimento (in questo caso il benchmark) per apportare la propria visione delle cose. Il segreto del successo di un fondo che batte il proprio indice da oltre cinque anni e offre buone performance, anche quando sui mercati soffia un vento di tramontana, è dato dall’esperienza. “Bisogna conoscere bene gli strumenti che si usano e saperli gestire nelle varie fasi di mercato”, dice Bocchin che gestisce il fondo da oltre dieci anni. “Senza timore di scostarsi dal benchmark”, aggiunge, “in fondo è solo un indice di riferimento. Un gestore deve avere elasticità, consapevolezza degli investimenti e pazientare, soprattutto quando si costruiscono posizioni di medio lungo periodo”.

La capacità di fare gestione

Il fondo, che guadagna il doppio rating di Consistente e Blockbuster Funds People, ha masse pari a 270 milioni di euro e lo scorso anno ha chiuso con rendimenti superiori al 6%. “Non è stato un anno facile. A marzo i deficit erano molto forti, però la capacità di fare gestione attiva e decidere su determinate scelte di allocazione ci ha premiato”, racconta il gestore. E questo anche attraverso strumenti convertibili, o titoli corporate denominati in divise diverse dall’euro. “È come una partita di Tetris, un gioco a incastri complesso. Bisogna costruire posizioni di credito isolando il 'rischio' governativo sottostante ed integrare il portafoglio con strumenti, come ad esempio i convertibili o i subordinati, che ti permettono di essere flessibile”, chiarisce il portfolio manager. Flessibilità appunto, assieme a dinamicità e aggressività sono dunque i sostantivi che più sembrano adeguati ad ottimizzare le strategie di gestione.

E i numeri parlano da soli. Anche grazie ad una diversificazione amplissima. “Il fondo ha sovraperformato il benchmark di riferimento, grazie a titoli convertibili e del settore finanziario. Questo rappresenta la parte principale dell’allocazione, caratterizzata anche da titoli subordinati, sia bancari sia assicurativi che ibridi dei settori industriali e utilities”. Nello specifico Bocchin si sofferma sul mondo dei subordinati assicurativi. “Da mesi è quello su cui puntiamo in modo più importante, si tratta dei principali players a livello europeo e globale”.

In portafoglio c’è anche qualche titolo bancario italiano, anche se la parte preponderante è globale. “Non abbiamo un focus principale su un Paese. Costruiamo il fondo con una forte diversificazione geografica e in termini di classi di rating. Il tutto con un’attenta gestione del rischio: il risk management ha tutti gli strumenti per monitorare che siano rispettati i limiti previsti dal CdA e dall’asset allocation. La sfida adesso è chiudere il 2017 con performance maggiori”.

(Articolo tratto dal numero 13 di Funds People Italia, I Trimestre 2017)

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