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L’approccio innovativo della fund distribution secondo Deloitte


Fin dal suo debutto, l'industria dei fondi ha vissuto periodi di cambiamento continuo. All'inizio ha dovuto rafforzare la sua crescita, seguita dalla ricerca di fattori e dalla riduzione dei rischi, industrializzando il proprio modello operativo. Dopo aver navigato in queste fasi iniziali, le sfide successive riguardavano la globalizzazione delle proprie attività, pur rimanendo fedele ai suoi obiettivi in modo da rispondere alle continue richieste del cliente e ad affrontare un'agenda normativa sempre più impegnativa. Tuttavia, un certo livello di stabilizzazione consentirebbe all'industria di prendere fiato, anche se in realtà è chiaro che il ritmo del cambiamento non diminuirà, e che l'unica certezza sul futuro è la sua imprevedibilità.

Charles Darwin diceva che “non è la specie più forte a sopravvivere né la più intelligente, bensì quella più propensa ai cambiamenti”. In altre parole, la necessità di adattarsi ed evolversi è un fatto della vita quotidiana, il che significa che la gestione dei cambiamenti ha bisogno di diventare una pratica di gestione aziendale standard ed essere quindi integrata nelle regolari attività di BAU (Business As Usual).

Mentre le masse dell’asset management a livello mondiale sono aumentate a 39,4 miliardi di euro all'anno, i margini di profittabilità per le società di wealth management sono ancora fortemente sotto pressione. In questo contesto, rimanere un passo avanti nel panorama competitivo è una sfida importante in cui nascono nuovi tipi di clienti che ridefiniscono i modelli di interazione e creano nuove esigenze, dove le nuove tecnologie creano nuove opportunità ma anche minacce, e dove i requisiti normativi creano vincoli e, in una certa misura, nuove sfide. A darci un’idea su come si evolverà il mondo della distribuzione dei fondi è la società di consulenza Deloitte, attraverso il suo Investment Fund Distribution White Paper, pubblicato lo scorso febbraio.

Dallo studio, un aspetto fondamentale che emerge è quello della necessità di essere costantemente un passo avanti, selezionando la soluzione ottimale, tenendo conto dell'orizzonte temporale delle proposte innovative. Tuttavia, ci sono in gioco delle forze aggressive che attualmente stanno riformando la distribuzione dei fondi e che continueranno a farlo negli anni a venire, come ad esempio:

La nuova generazione di investitori che desiderano interazioni più personalizzate con i gestori patrimoniali, prevedendo di ricevere assistenza per le valutazioni dei propri investimenti con gruppi peer, chiedendo sempre più investimenti socialmente responsabili e un maggiore utilizzo di piattaforme di investimento online.

Big data e analisi per contribuire a dare un senso all’enorme volume di dati e per produrre analisi descrittive, ma predittive, sui comportamenti degli investitori, sulla misurazione delle performance, sulla market intelligence o sulle risk metrics.

La regolamentazione nell'ecosistema storico è tuttora in una fase di rapida evoluzione, mentre la regolamentazione di questi modelli innovativi procede più lentamente. Parallelamente, RegTech nasce come una soluzione basata sulla tecnologia per creare efficienza e automazione nelle funzioni di compliance e di rischio.

Sono emerse nuove tecnologie, direttamente e indirettamente, pressurizzando tutti i player a interrogarsi sui loro servizi e modelli operativi: blockchain, artificial intelligence, tecniche di machine learning, piattaforme digitali di investimento, prestiti Peer-to-Peer (P2P).

Con tutte le dinamiche tecnologiche, normative e sociali che sono entrate in gioco, la distribuzione di domani continuerà ad essere un argomento specializzato e complesso, ma si presenterà anche come un contesto radicalmente diverso da quello di oggi; ragion per cui, abbracciare il cambiamento, diventa fondamentale per creare un vantaggio competitivo e, magari, tenendo in considerazione quattro linee guida:

  • Utilizzare la RegTech per trasformare la compliance e il rischio da funzioni di supporto in differenziatori di business. Le innovazioni tecnologiche emergono di continuo, offrendo nuove soluzioni di rischio e compliance per aiutare le società finanziarie a rispettare e gestire i rischi a costi inferiori. Le principali soluzioni di supporto tecnologico RegTech sono rappresentate dal cloud computing, blockchain, applicazioni, machine learning, big data, estrazione e analisi di dati, analisi predittive, smart contracts e soluzioni di visualizzazione.
  • Liberare il valore dei dati per prendere decisioni più veloci e più precise.
  • Accelerare l’espansione del business attraverso “smart-sourching”.
  • Creare un’efficiente soluzione di robo advisory. Le stime per il futuro mercato di robo advisory da parte di diversi istituti ben conosciuti prevedono tra i 2.000 e i 3.700 miliardi di euro di attività in gestione entro il 2020.
  • Accelerare la trasformazione dell’investment management con interfacce aperte di programmazione delle applicazioni (Application Programing Interfaces – API). Tre domande di vitale importanza che le società dovrebbero porsi prima di intraprendere un percorso di API aperte sono: come sviluppare i dati standard relativi a quelli di transazione, di riferimento e, soprattutto, a dati commerciali sensibili; come costruire norme di sicurezza che garantiscono il giusto livello di autenticazione, autorizzazione e crittografia; e infine come gestire i rapporti con i vari stakeholder, quali fornitori di dati, terzi e clienti. In sintesi, le organizzazioni devono assicurare che le API abbiano la chiarezza di un prodotto ben posizionato, un'intenzione differente, una chiara definizione del valore e, forse ancor più importante, un’audience ben specifica.

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