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L’accordo tra Pioneer e Santander è in dirittura d’arrivo


Sta per concludersi l’accordo per il polo dell’asset management tra Unicredit e Santander e, se tutto precede per il meglio, il deal dovrebbe definirsi e chiudersi in settimana. La joint venture, dopo mesi di trattative (il tutto è iniziato a settembre dello scorso anno) è avviata alla sua realizzazione. La nuova realtà vede coinvolti Pioneer e il braccio del risparmio gestito che fa riferimento agli spagnoli e ai fondi General Atantic e Warburg Pincus. Tra i punti ancora da sistemare c’è quello delle attività USA, dove Santander ha un contenzioso aperto con la Fed. La soluzione non dovrebbe però passare da uno scorporo dell’attività negli Stati Uniti. Su questo punto ci sono ancora varie opzioni aperte. Nel passato il ramo dell’asset management del Santander era riuscito a eliminare la concorrenza del fondo di private equity Cvc e Advent. Sta di fatto che, alla fine dell’operazione, a riassetto avvenuto, le due banche e i due fondi avranno un terzo del capitale a testa di un gruppo che conta su circa 350 miliardi di masse gestite su una quarantina di Paesi.

Dall’accordo dovrebbe nascere una società di asset management che si posizionerà tra le prime 15 in Europa e le prime 25-30 nel mondo e che potrà contare su una rete distributiva di oltre 21 mila sportelli. In una fase iniziale la nuova società dovrebbe essere partecipata con il 33% a testa da UniCredit e Santander, mentre il restante 33% dovrebbe essere ripartito tra i due fondi di private equity Warburg Pincus e General Atlantic, oggi al 50% in Santander Asset Management. I due fondi sono destinati a uscire in prospettiva probabilmente attraverso un’IPO.

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