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Kairos Partners: l'estate? Sarà laterale, con picchi di volatilità legati ai bassi volumi


Le politiche di quantitative easing che stanno giocando un ruolo da protagonista nelle strategie delle maggiori banche centrali mondiali condizionano e condizioneranno in maniera determinante l’andamento del mercato finanziario. Grande liquidità, infatti, combinata a una situazione di sostanziale financial repression, costituiscono dinamiche e prospettive di cui i gestori di Kairos sono ben consapevoli e di cui tengono conto per impostare le strategie di gestione dei comparti di investimento della SGR.

Ne parla Vittorio Fontanesi, che si occupa in prima persona della gestione dei fondi di natura obbligazionaria. "Per quanto riguarda il fondo Kairos International Sicav (KIS) Bond sono stati minimizzati i movimenti di portafoglio e nella prima parte dell’anno si sono cominciate ad accumulare obbligazioni a tasso variabile e legate all’inflazione. Questa strategia ha un costo relativamente basso e garantisce una maggiore tranquillità rispetto al rischio tasso".

Se, dunque, queste sono le azioni adatte per un fondo come il Bond chiamato a contenere la volatilità mantenendo rendimenti coerenti, di diversa impostazione è il KIS Bond Plus, il cui obiettivo è ottenere performance in ogni condizione di mercato. "Negli ultimi mesi su questo fronte, spiega Fontanesi,  è stata ridotta l’esposizione al credito per strumenti illiquidi. Si è cercato di spostare l’esposizione su strumenti ad alta liquidità come gli indici iTraxx sul credito e anche la gestione del tasso è stata dinamica. L’estate? Siamo attendisti, aggiunge, e riteniamo che questo periodo sarà laterale, con rischi di improvvisi picchi di volatilità legati ai bassi volumi".

Altra identità ancora quella del KIS Dynamic, fondo tattico e decorrelato alle asset class tradizionali. Il gestore Vittorio Fontanesi spiega a tal proposito che si preferisce ricorrere all’utilizzo di "strumenti derivati, mantenendo un portafoglio estremamente liquido e gestendo l’esposizione tramite l’indice iTraxx Crossover e l’esposizione valutaria su dollaro e sterline, ora nel complesso pari al 10%".

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