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Juan Nevado: Bisogna trovare la giusta combinazione di attivi per mantenere bassa la volatilità


Di questi tempi, con la volatilità che si è presentata sui mercati, occorre essere flessibili e diversificare il più possibile investendo nelle asset class globali per rispondere ai movimenti di mercato, mantenendo un’esposizione limitata al segmento azionario, per ottenere un po’ di performance. 

Ecco che il nuovo M&G Prudent Allocation Fund cerca di rispondere alle esigenze dei risparmiatori in quest’ottica: l’idea che sta alla base della costituzione del fondo è di far accettare agli investitori rendimenti potenziali inferiori in cambio di una gestione più difensiva della volatilità. 

Il fondo ha il potenziale di conseguire rendimenti stimati tra il 3% e il 6% annuo, con una volatilità annua stimata tra il 3% e il 7% annuo. La volatilità stimata è calcolata su base mensile nel medio periodo. Fa sapere Juan Nevado, gestore del fondo e dal 1999 parte del team Multi Asset di M&G: “A nostro avviso, nessuna categoria di attivi offre garanzie di un comportamento prevedibile e costante in tutti gli ambienti di mercato. Di conseguenza, non ci sono asset particolari da cui ci aspettiamo di ottenere i risultati che intendiamo perseguire per i nostri investitori. Per questo è essenziale mantenere un portafoglio realmente diversificato di asset quotati a livelli convenienti. 

Come diversificare

Ai fini di una diversificazione efficace, bisogna trovare la giusta combinazione di attivi che consenta di mantenere bassa la volatilità, e quindi monitorare costantemente i titoli selezionati e apportare le modifiche necessarie. Questo risultato si ottiene individuando classi di attivi non correlate”. In generale, nel lungo periodo, le azioni sono più volatili di quasi tutti gli strumenti a reddito fisso; è per questo che nel fondo l’esposizione azionaria è limitata mentre si può investire fino al 100% del patrimonio in titoli a reddito fisso. 

Precisa. “Anche se gli asset azionari tendono a essere più volatili di quelli obbligazionari, in alcuni periodi sul breve termine anche le obbligazioni possono evidenziare una volatilità elevata, come abbiamo visto di recente. Per questo abbiamo la possibilità di ridurre l’esposizione al reddito fisso fino al 45% e, all’interno di questa componente, siamo molto flessibili, senza alcun vincolo di esposizione a singoli asset specifici”. 

Il fondo può anche assumere posizioni corte e quindi puntare su soluzioni di valore relativo nell’ambito dei mercati obbligazionari. “Ciò implica che, quando riteniamo che un asset sia sopravvalutato, come ad esempio nel caso di alcuni segmenti dei mercati di titoli governativi durante la prima metà del 2015, possiamo non solo evitare il rischio di detenerli ma anche costruire il portafoglio in modo da beneficiare di un loro deprezzamento. Questo conferisce al fondo il potenziale di aggiungere valore anche in un contesto di mercati in calo”. 

Le esposizioni in genere sono create attraverso strumenti altamente liquidi, inclusi i derivati. “Questo ci permette di accedere, ad esempio, a un intero mercato azionario regionale tramite un future su indice, con una certa quantità di capitale”. 

Gestire la volatilità

In tema di finanza comportamentale, inoltre, il money manager tiene a raccontare il modo in cui il team ha risposto alla volatilità dell’ottobre scorso, nella gestione di M&G Dynamic Allocation Fund. “Tra metà settembre e metà ottobre 2014, i mercati azionari sono stati coinvolti da un’ondata improvvisa di vendite, per motivi che abbiamo considerato in prevalenza comportamentali, data l’assenza di qualsiasi prova concreta di un vero cambiamento del quadro macroeconomico globale in senso ampio. 

Ci è parso che gli investitori avessero cominciato a mostrare segni di panico per le revisioni al ribasso delle prospettive di crescita globale da parte dell’FMI e per i dati più fiacchi in arrivo dall’Europa e dalla Cina. A questo si erano aggiunte le tensioni geopolitiche e la diffusione del virus Ebola. Abbiamo risposto incrementando in misura significativa le esposizioni azionarie a metà ottobre, nelle aree che erano state particolarmente colpite dalla correzione, ossia Germania, Spagna, Giappone, Corea, Taiwan e Hong Kong. 

Eravamo già convinti che tali asset offrissero un valore interessante, in un’ottica di medio termine, in virtù del quadro economico fondamentale di quelle regioni. Di conseguenza, aumentando tatticamente queste esposizioni, il fondo è riuscito a trarre più vantaggi dalla ripresa nella seconda metà del mese. Dopo che l’opportunità tattica era stata sfruttata, con il vigoroso rimbalzo dei mercati azionari di novembre, l’esposizione complessiva alle azioni è stata notevolmente ridotta e riportata più o meno al livello precedente al sell-off. Anche la volatilità di mercato delle ultime settimane potrebbe celare delle opportunità, soprattutto al di fuori dall’epicentro asiatico”.  

Quale asset allocation per il futuro? “L’azionario, secondo noi, è destinato a offrire i risultati più positivi nel medio periodo: oggi le dinamiche di crescita sui mercati azionari globali sono sempre più diverse”. Occorre aspettarsi quindi approcci molto diversi sul piano delle politiche, anche da parte dei banchieri centrali mondiali. 

Scenari futuri

“Se è vero che la maggior parte del mondo sembra ancora predisposta verso un ulteriore allentamento, ci aspettiamo che gli USA (e UK) avviino una graduale contrazione. Un impatto significativo che ci aspettiamo è la volatilità sui mercati valutari, che quindi saranno un’area utile per incrementare la diversificazione. 

Manteniamo l’esposizione di sovrappeso sul dollaro USA come copertura contro i rialzi dei tassi d’interesse su quella sponda dell’Atlantico. Infine, ci aspettiamo una volatilità persistente sui mercati obbligazionari e di conseguenza siamo pronti a cogliere opportunità per incrementare la diversificazione in quest’area”.

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