Tags: Business |

Settembre: Irma, Maria o ... Angela?


Commento a cura di Laura Tardino, head of institutional business development Aberdeen Standard Investments. 

E’ lei la vera forza della natura! Riconfermata per la quarta volta alla guida del governo tedesco, Angela, la ragazzina di Kohl, la Mamma senza figli che ha adottato il suo popolo, la lady di ferro tedesca, è al potere dal 2005. 12 lunghi anni che hanno visto cadere sotto le pesanti ripercussioni della più grande crisi finanziaria di tutti i tempi i colleghi di tutti i Paesi europei -e non- tutti uomini a parte lei. Lei, unica donna di una serie interminabile di foto di gruppo che la ritraggono negli infiniti appuntamenti politici di cui è stata abilmente protagonista. I suoi “nein” riecheggiano nel Mare Nostrum, dalla Spagna alla Grecia e, nonostante i malcontenti, porteranno, forse, alla pulizia dei conti pubblici di chi per anni ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, inaccettabili per chi ama la correttezza della matematica e della fisica ed è abituata a comprare all’Ikea ed al supermercato come Angela. Migranti ed equilibri europei sono certamente capitoli aperti ma resta il fatto che la Germania, piaccia o non piaccia, funziona ed è garanzia di stabilità e di continuità.
 

E se la politica non è riuscita a scuotere i mercati, come il terremoto ha fatto con la terra del Messico, nemmeno le Banche Centrali hanno scomposto gli investitori. A cominciare dalla BCE e proseguendo con BOE, FED e BOJ i tassi sono infatti rimasti ancorati ai vecchi livelli. Solo il Canada ha alzato di 25 bps a 1% mentre Russia e Brasile hanno tagliato. Tuttavia abbiamo appreso che da ottobre la Fed inizierà a ridurre il suo enorme bilancio di Treasuries. Gli uragani ed i terremoti porteranno probabilmente a qualche ritocco nei mesi a venire, ma per ora la crescita economica globale continua a progredire gradualmente grazie al lieve miglioramento di alcuni paesi tra cui finalmente anche il nostro (e speriamo che non sia solo un’avventura estiva!)
 
Resistenti alle tante minacce politiche ed alle catastrofi naturali, confortati dai dati macro e dai banchieri, i mercati azionari hanno quindi chiuso il mese in rialzo del 2.16% (MSCI World). Bene, in valuta locale, Nord America +1.98%, Europa +2.64% -dove la Germania ha guadagnato il +6.15%!- e Giappone +3.58%. Molto variegata la performance nel blocco emergente che in media ha chiuso il mese con un nuovo rialzo pari a +0.29% sostenuto da Russia e Brasile e penalizzato dalla correzione turca. Da inizio anno i paesi emergenti hanno una performance del +21.28% mentre i paesi del MSCI world sono saliti in media del +10.79%.
 Settembre ha visto una lieve risalita dei rendimenti obbligazionari con il decennale americano al 2.33% da 2.11% ed il Bund tedesco a 0.46% da 0.36%. Il dollaro ha in minima parte recuperato il terreno perso da inizio anno nei confronti dell’euro che ha chiuso il mese a 1.18 dopo aver toccato 1.21.
 
Rimane davanti a noi l’ultimo mese di quello che per tradizione è il peggiore periodo dell’anno per i mercati azionari, ovvero i sei mesi che vanno da maggio ad ottobre. Cosa accadrà? Nessuno di noi può usare la fisica o la matematica tanto amata da Angela per dirlo ora. Ma come in fisica, parafrasando l’illustre Newton, anche in finanza è importante identificare le forze e gli effetti che esse causano sul nostro portafoglio avendo l’ accortezza di scegliere investimenti che non abbiamo la stessa reazione.

Professionisti
Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi