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Intesa Sanpaolo, la racconta supera gli 850 miliardi tra risparmio gestito e depositi


Intesa Sanpaolo va avanti nel piano di rafforzamento del management nell’aree del private banking. Il CdA di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, polo della gestione della clientela dai grossi portafogli di Intesa Sanpaolo, specializzato nella consulenza finanziaria e nella gestione del risparmio, ha nominato Matteo Colafrancesco presidente, Franca Cirri Fignagnani vicepresidente e Paolo Molesini (già capo della divisione private banking del gruppo Intesa Sanpaolo) AD e DG della società. Intanto ha già avviato ufficialmente la revisione della governance. In materia di private banking, con Fideuram che conta oltre 187 miliardi di masse in gestione, le nomine sono arrivate a conclusione della riorganizzazione della divisione private banking quando, il 22 giugno, Colafrancesco aveva deliberato la modifica della denominazione sociale da Banca Fideuram a Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, che in forma abbreviata si chiama Fideuram spa.

L’obiettivo ora è di raggiungere, nell’arco del piano d’impresa, 3,4 miliardi di ricavi, con un aumento del 26% della componente relativa alle commissioni. Il CEO e consigliere delegato Carlo Messina (nella foto) ha fatto il  punto sul trend del risparmio gestito. “Abbiamo in essere oltre 300 miliardi di crediti a famiglie e imprese e la nostra raccolta, in termini di depositi e risparmio gestito per conto della nostra clientela, supera gli 850 miliardi; siamo un parametro di riferimento dell’economia del Paese”, ha commentato Messina durante il convegno ‘Start City’ che è stato promosso da Ambrosetti e dall’Anci. E ha concluso che “globalmente, negli ultimi mesi, importanti investitori internazionali hanno investito 7,5 miliardi nell’azionariato della banca. Tanto che, come valore di borsa, siamo passati da 25 a 55 miliardi”. 

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