Interferenze europee


Il 2014 si preannunciava come possibile svolta per quest’area geografica, da tempo al margine dell’interesse degli investitori internazionali, ma per ora si è nuovamente rivelato un anno di promesse mancate con l’intensificarsi delle tensioni in Ucraina. Il processo di convergenza europea continua ad essere il tema dominante per l’Europa centrale e i Balcani, sia in termini di integrazione economica sia di modelli di consumo.

Ogni paese ha le sue specificità e problemi, ma in via generale la normalizzazione a seguito della crisi europea del 2011 sta dando respiro alla crescita economica e dei mercati finanziari di queste economie. La Russia, che rappresenta più della metà del peso in un indice di area, merita un discorso a parte: è difficile prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi, ma le valutazioni attuali offrono un premio al rischio considerevole, che forse già sconta uno scenario piuttosto negativo (basti pensare che per l’indice di mercato il rapporto prezzo/utili è più basso del dividend yield). Per queste ragioni riteniamo l’area Est europea molto interessante in un ottica di medio lungo periodo, con una preferenza per investimenti nel settore domestico, in società gestite da privati e al di fuori dei settori strategici (energia, materie prime, utilities).

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