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Indonesia, AcomeA aumenta al quota dei titoli di stato


La Banca mondiale l'ha appena collocata al decimo posto tra le migliori economie mondiali. Probabilmente nessuno ci fa molto caso, ma in tutte le nostre case c'è di sicuro qualcosa Made in Indonesia. Le cifre parlano chiaro: si tratta del quarto Paese più popolato al mondo, con quasi 250 milioni di abitanti, una classe media che non ha smesso di crescere negli ultimi anni e con una crescita annuale stabile che oscilla tra il 5 e il 6% del suo PIL nell'ultimo decennio. Come a dire, tra i mercati emergenti l'Indonesia merita di sicuro un momento di riflessione.

Sarà per questo che AcomeA ha da poco aumentato la quota dei titoli di stato del Paese in rupie, dopo il profitto delle posizioni aperte alla fine del 2014. "Il governo del neoeletto Joko Widodo "Jokowi" sta progressivamente implementando il programma elettorale che riguarda, fra l’altro, un nuovo impulso per il settore energetico: l’eliminazione dei sussidi per il carburante, la costruzione di raffinerie più moderne che rendano meno dipendente il Paese dalle importazioni di prodotti raffinati e contribuiscano a risolvere il problema dell’inquinamento nelle grandi città e la costruzione di centrali elettriche per fornire energia al settore produttivo", spiega Marco Sozzi, gestore obbligazionario di AcomeA. "Il recente aumento del prezzo del petrolio potrebbe portare ad un miglioramento del current account meno significativo dello sperato e a un'inflazione più elevata del previsto: la riduzione dei sussidi, infatti, se da un lato migliora il bilancio fiscale, dall’altro ha determinato un aumento della spesa per l’energia e la prevista riduzione dei contributi per l’energia elettrica potrebbe dare un'ulteriore spinta al rialzo all’indice dei prezzi".

Le infrastratture sono il tallone d'Achille di un Paese con oltre 17.000 isole, ma il governo ha messo già in agenda una somma cospicua per costruire porti, aeroporti e autostrade. "La spesa per investimenti in infrastrutture potrebbe nel breve periodo tenere sotto pressione il current account a motivo dell’importazione dall’estero di quanto occorre per la loro costruzione, ma nel medio lungo periodo dovrebbe aumentare la capacità produttiva del Paese e quindi far aumentare le esportazioni", continua Marco Sozzi. 

"Nel frattempo è fondamentale la fiducia degli investitori esteri per il finanziamento di tale deficit. Terremo sott’occhio l’evolversi della bilancia dei pagamenti in generale, ma il recente trimestre di sottoperformance dei titoli locali ci sembra una buona occasione per rilanciare il posizionamento sui titoli di questo Paese", conclude il gestore di AcomeA.

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