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Indipendente o brandizzato?


In un mondo ideale, l’investitore deve poter negoziare qualsiasi strumento finanziario ovunque si trovi, al miglior prezzo e con i giusti costi di transazione e disporre di servizi, analisi, ricerca e consulenza finanziaria con onorari sostenibili nel tempo e con la possibilità di dedurre tali onorari dal proprio reddito imponibile. Chiediamo troppo? 

Un risparmiatore, secondo un principio generale di libertà, dovrebbe poter essere libero di scegliere il proprio interlocutore, quindi poter trovare un’offerta variegata di servizi di advisory e individuare un consulente indipendente da cui farsi affiancare nelle proprie decisioni di investimento. Dall’altro lato, i professionisti dovrebbero poter intraprendere e, in base alle proprie competenze e capacità, dovrebbero essere liberi di svolgere l’attività nella quale credono e poter generare benefici per i propri clienti da cui sono stati scelti in totale libertà.     

I modelli di consulenza che si stanno facendo strada nel mercato sono diversi. C’è il tradizionale approccio 'commission only', dove l’operatore vende il prodotto finanziario e viene pagato a provvigione dalla banca o rete distributiva che ha retto fino ad oggi, ma si stanno facendo strada i nuovi modelli 'fee and commission', dove il cliente paga oltre alle provvigioni, anche una parcella, e 'fee offset', dove commissioni e costi vengono scontati dalla fee versata dal cliente. 

Con la nuova MiFID verrà introdotta la consulenza su base indipendente per banche e reti e questo consentirà una diffusione di massa del servizio, sviluppando nei clienti la consapevolezza circa l’esistenza di servizi senza conflitti d’interesse. L’aggettivo indipendente è finalmente sdoganato dal legislatore comunitario, ma si tratta in realtà solo di un’indipendenza oggettiva, cioè indipendenza del servizio e non del venditore (legato alla banca e quindi non indipendente). 

A nostro avviso, la vera consulenza è quella soggettiva, dove cioè il consulente è pagato solo e direttamente dal cliente. È questo il modello 'fee only', affermato da decenni nei Paesi finanziariamente più evoluti, che ha iniziato ad attecchire da pochi anni anche in Italia. È il modello che noi abbiamo messo in atto da molti anni e che ha attirato l’attenzione degli investitori più attenti. 

La prima MiFID annoverava tra i propri compiti anche quello di creare un terreno competitivo uniforme tra gli operatori, il cosiddetto level playing field, che per i consulenti indipendenti italiani non è mai esistito data la mancata attuazione del TUF in materia.

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