Il tema Grexit è sempre caldo. Quali sono gli aspetti legali?


La Grecia potrebbe uscire dall’euro? Beh i momenti più a rischio sono due:

- la prossima settimana, se i creditori rifiutano ex-ante la richiesta di una linea aggiuntiva di credito ESM a 3 anni – eventualità che ritengo improbabile.

- nei prossimi mesi, se viene offerto alla Grecia un prestito ponte, ma le negoziazioni su un terzo bailout risultano inconcludenti.

Si avrebbe in questo caso più tempo per formulare un piano di contingenza. In ogni caso, credo sia interessante condividere due diverse strade percorribili per una uscita “legale” dall’Euro:

A) ‘Reverse derogation’ da membro dell’Unione Monetaria, un’idea menzionata da Andrew Duff (European Policy Center)

L’idea verte sulla possibilità data dagli accordi dell’Unione Europea ai Paesi membri di non aderire alla moneta unica (derogation), e considerare questo un processo reversibile. Questa soluzione può essere adottata a maggioranza qualificata, e in maniera semplificata consisterebbe in una ‘separazione’ mutualmente concordata. Mai sottovalutare la fervida immaginazione degli avvocati.Qui la proposta nella sua interezza.

B) Utilizzo della Convenzione di Vienna o di trattati internazionali

Nella dottrina una clausola “rebus sic standibus” consente ai trattati di diventare inapplicabili nel caso di cambiamenti fondamentali delle circostanze in cui sono stati stipulati. La Grecia potrebbe argomentare che il costo imposto per la partecipazione all’Euro è diventato socialmente ed economicamente intollerabile.

La prima opzione appare più conciliatoria della seconda, ma in ogni caso una soluzione sarà trovata cooperativamente con gli altri Paesi dell’UE. Il motivo per cui sottolineo che si troverà una soluzione concordata è che, nel caso di un’uscita, è essenziale che la Grecia rimanga una Nazione membro dell’Unione Europea.

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