Il punto sui mercati di Arca SGR


Nel punto mensile sui mercati pubblicato online, il responsabile direzione investimenti di Arca Fondi SGR, Alberto Zorzi, analizza i risultati del primo mese dell’anno e traccia qualche prospettiva per il 2017. A un avvio positivo per i mercati azionari globali, che salgono in media dell’1,3% grazie soprattutto a Wall Street (salita a gennaio di quasi due percentuali, stabilendo un nuovo record), per gli asiatici (Giappone +0,2% e Hong Kong +6,2%) ed emergenti (+4,0%) si contrappone la stasi di quelli europei. I rialzi di dicembre sono stati interpretati in diversi casi come un’occasione per uscire, com’è successo del resto in Italia (-2,5%).

Per quanto riguarda il reddito fisso, prosegue Zorzi, l’indice globale scende e perde oltre due punti percentuali l’indice di eurozona complice l’aumento di circa un quarto di punto percentuale dei rendimenti del benchmark a 10 anni tedesco e l’allargamento degli spread di alcuni Paesi periferici, in particolare di quelli italiani, saliti oltre i 180 punti nella scadenza a 10 anni. Gli spread dei mercati emergenti, invece, scendono in media di circa 11 punti base facendo salire l’indice di riferimento di oltre un punto percentuale.

Prospettive per il 2017

L’esperto reitera la posizione positiva che la società aveva espresso solo un mese fa a favore delle strategie flessibili e non direzionali da implementare nell’ambito delle attività rischiose. Si vanno consolidando le attese di un 2017 più favorevole sia per quanto riguarda la crescita reale che quella nominale. Si tratta di “sviluppi che rispondono ai massicci stimoli di quest’anno e sono quindi in continuità con il lungo periodo di crisi iniziato nel 2008”, spiega Zorzi.

Invariante anche le ragioni che giustificano prospettive di tassi d’interesse bassi e, più in generale, di ritorni attesi contenuti su tutti gli investimenti. Paesi sviluppati che per una serie di fattori strutturali crescono meno del passato, alcuni Paesi emergenti che vedono gradualmente ridursi i potenziali di crescita e livelli di indebitamento globali molto alti sono i fattori che si dipanano su periodi molto lunghi. A questo dovremmo aggiungere una maggiore regolamentazione e più in generale vincoli per il sistema bancario, secondo Zorzi.

Ma su questo contesto relativamente benevolo per l’economia pende la spada di Damocle incarnata dagli appuntamenti elettorali europei, dalla Brexit e dalla nuova presidenza americana che se da un lato sembra favorire l’economia mediante l’uso deciso della leva fiscale dall’altro sembra far presagire profondi cambiamenti non proprio rassicuranti sul piano delle relazioni internazionali.

“L’incertezza, si sa, non aiuta le scelte d’investimento”, conclude Zorzi. È per questo che in uno scenario di marginale miglioramento dei tassi di crescita ma di anche di crescenti incognite non si può individuare un mercato preciso sul quale puntare ma bisogna muoversi tatticamente tra le varie asset class che parcheggiare liquidità in titoli a breve termine è una mossa negativa e rimarrà tale ancora a lungo.

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