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Il portafoglio vincente? mix tra azioni, bond e fondi absolute return


L'inserimento in portafoglio almeno di un 30% di azioni dell'area euro,  oltre ad obbligazioni esclusivamente del Vecchio continente e a breve scadenza (2-3 anni) e fondi non correlati con gli indici di mercato, come i fondi a ritorno assoluto. Questo il mix vincente per Enrico Trassinelli, managing director di Dnca Finance, asset manager che negli ultimi due anni ha triplicato gli asset in gestione, arrivando a quota 16,5 miliardi di euro a fine maggio, e che all'inizio di luglio è stato rilevato da Natixis Global Asset Management.  “In questo modo si riesce ad avere un portafoglio robusto con cui si può andare avanti per un paio d'anni”, spiega Trassinelli.

Un risultato che può essere ottenuto anche grazie a una combinazione di più fondi: per esempio dall'unione del fondo Dnca Invest Eurose che, con una esposizione al mercato azionario al 30% e per la quota restante al mercato obbligazionario, permette all'investitore di avere la stessa esposizione sull'equity e sui bond, offrendo però una maggiore diversificazione, e dal fondo a ritorno assoluto Invest Miuri, un azionario long-short, a bassa volatilità, che  mira ad assicurare un rendimento positivo in ogni anno solare.  Dall'inizio dell'anno, entrambi i prodotti stanno realizzando una performance positiva: Dnca Invest Eurose, fondo flagship del gruppo, con oltre 3 miliardi di raccolta in Italia, ha messo a segno un guadagno di circa il 4,3% da gennaio, mentre la performance del fondo Miuri è di quasi 4 punti percentuali. 

“La strategia che sta raccogliendo più sottoscrizioni in questo periodo è proprio quella dei fondi a ritorno assoluto”, conferma Trassinelli, che anticipa a FundsPeople che è previsto a breve il lancio di nuovi prodotti. Il primo sarà Velador, nuovo fondo absolut return, che a breve sarà disponibile per i distributori italiani e che affiancherà quindi il fondo Dnca Invest Miuri, ma che a differenza di quest'ultimo sarà un po' più volatile a fronte di performance attese più alte. “Quando c'è incertezza puntare su fondi decorrelati con il mercato può essere una giusta strategia”, dice  Trassinelli, che ricorda che Dnca Finance è un asset manager dall'approccio value: questo vuol dire - bilancio alla mano - comprare dei titoli quando sul mercato  prevalgono le vendite, riuscendo così a strappare prezzi più bassi. “I clienti finali dovrebbero fare lo stesso - suggerisce - comprando proprio in fasi di volatilità  fondi azionari europei, sui quali oggi godiamo di ampia visibilità”.

Situazione contingente: cosa fare?

Secondo Trassinelli i momenti di volatilità, come quello attuale, rappresentano interessanti opportunità di acquisto. Ma dove focalizzare gli acquisti? Secondo Dnca Finance, il mercato europeo è quello da cui deriveranno le migliori performance. La specializzazione dell'asset manager è, infatti, proprio l'area euro. Interpellato sull'attuale fase di mercato, con gli ultimi scossoni della Grecia, Trassinelli risponde che l'errore da non fare è quello di dare troppa importanza al fattore “instabilità”. Sulla Grecia, oggi, nessuna decisione è stata ancora presa, inoltre, ora l'Europa è in una condizione di maggiore stabilità rispetto a com'era agli esordi della crisi greca, ormai 5 anni fa. “Siamo quindi tranquilli a inserire delle azioni europee in portafoglio, perchè in Europa si vede una ripresa del Pil e degli utili aziendali, c'è un fondo salva-Stati di cui ci siamo dotati agli esordi della crisi, c'è un quantitative easing in corso della Bce e perchè l'esposizione del settore privato al debito greco è molto ridotta”, risponde l'esperto, che poi aggiunge che “non ci sono rischi di contagio al di là di normali movimenti speculativi di breve termine”, che  paradossalmente, in questa fase di mercato, “è più prudente avere in portafoglio un 20-30% di azioni piuttosto che avere solo obbligazioni”.

Settori

I settori su cui puntare sono quelli un po' dimenticati negli ultimi anni, che possono beneficiare anche di un processo di fusioni e acquisizioni. “E sono in particolar modo il comparto delle telecom, i petroliferi (attesi in crescita dopo il calo del petrolio) e i distributori retail, che possono approfittare della ripresa dei consumi”, dichiara Trassinelli. Tutto ovviamente rigorosamente nell'area euro. Discorso a parte vale poi per i bancari. “Riteniamo che, per le banche, molti dei rischi siano già scontati nei prezzi”, prosegue il managing director di Dnca Finance.

Numeri della società e ruolo dell'Italia

“Il 2015 sta andando molto bene, abbiamo raccolto oltre 700 milioni da inizio anno”, spiega Trassinelli, che è fiducioso che il gruppo potrà godere di buone performance di gestione, che favoriranno la raccolta, grazie alla ripresa dell'area euro. L'Italia (mercato in cui Dnca Finance è entrata nel 2008 e dove è presente con 11 fondi) è il secondo Paese per importanza dopo la Francia: con oltre 5 miliardi di AuM, il mercato italiano incide, infatti, per quasi un terzo sul patrimonio complessivo del gruppo, che a fine maggio ha raggiunto circa 16,5 complessivi.  “Investiremo ancora di più sul mercato italiano”, rassicura  il managing director. E il recente ingaggio di Andrea Picci nel team italiano e l’apertura dei nuovi uffici a Milano va proprio in questa direzione. 

Nuovo perimetro

Dall'inizio di luglio, Dnca Finance è passata sotto il controllo di Natixis Global Asset Management. In seguito a questa operazione, Dnca svilupperà la propria attività in Europa, entrando in nuovi mercati come la Spagna ed espandendo la propria presenza in Germania e Svizzera. In ogni caso, sul mercato italiano l'asset manager rimarrà autonomo mantenendo la completa indipendenza nella gestione e offrendo a investitori istituzionali e retail forti competenze nell’azionario europeo, nel long only e absolute return, nelle gestioni multi-asset, nelle obbligazioni convertibili e nelle obbligazioni dell’eurozona. 

 

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