Il mix di notizie per il debito bancario europeo rimane positivo


Il debito bancario europeo dall’estate del 2012 è in un trend complessivamente positivo, per un effetto della discesa dei tassi governativi e del restringimento degli spread creditizi. A oggi sul debito bancario senior siamo giunti a livelli di rendimento analoghi a quelli d’inizio 2008 e ormai lontanissimi dal regime di stress che ha contrassegnato nel 2009 il mercato dopo il default della Lehman Brothers. Tra le misure che la BCE potrebbe mettere sul tavolo nel 2015 c’è una possibile estensione di un QE anche al debito bancario senior e questa evoluzione può presentare caratteristiche interessanti. Parla Paolo Longeri, CFA Ufficio Studi Consultinvest SGR.

La BCE, a partire dal lancio delle prime operazioni di LTRO, ha contribuito grandemente ad eliminare i rischi nel settore bancario europeo e a sostenerne il rally del debito. Quali tipologie hanno risentito del contesto?

Solo alcune tipologie di debito subordinato e quindi più rischioso, come i nuovi strumenti di debito altamente subordinato (gli Alternative Tier 1 e i Contingent Convertibles), hanno di recente risentito delle incertezze legate ai risultati sugli Stress Test. Il timore che una quota consistente di banche potesse risultare insufficientemente capitalizzata e quindi necessitare di una trasformazione del debito subordinato in patrimonio (secondo le nuove regole di Bail-in dei creditori), ha pesato su alcuni strumenti debitori altamente subordinati di alcune banche. Tuttavia, l’esito della Comprehensive Assessment (ovvero il combinato dell’Asset Quality Review e degli Stress Tests) condotto congiuntamente dalla BCE e dall’EBA non è risultato in un giudizio così negativo, se non per alcune banche italiane. 

In generale, è a rischio la stabilità del debito bancario europeo?

Non direi. In generale il livello di capitalizzazione risultante, dopo aver tenuto conto di tutte le misure di ristrutturazione e di ricapitalizzazione annunciate fino ad oggi e delle maggiori svalutazioni condotte, è complessivamente accettabile. Infatti il valore mediano di 11,5% di Core Equity Tier 1 ratio a fine 2016 nello scenario di base, che diventa un 8,3% nello scenario peggiore dello Stress Test, anche se non eccezionale (e purtroppo squilibrato soprattutto a svantaggio di alcune “banche mediterranee”), non dovrebbe costituire una minaccia tale da mettere in discussione la stabilità del debito bancario europeo. Non dimentichiamo poi che la BCE si sta impegnando con la TLTRO e il QE fatto di acquisti di ABS e di Covered Bond: misure in grado di facilitare le sfide economiche che possono attendere il sistema bancario europeo. Inoltre nessuno si sente di escludere che, tra le misure che la BCE potrebbe mettere sul tavolo nel 2015, vi possa essere in caso di necessità una possibile estensione di questo QE anche al debito bancario senior. 

Questa specifica evoluzione del QE può presentare caratteristiche interessanti? 

Sì. Sarebbe (forse) un QE più digeribile politicamente per la Germania, rispetto a uno fatto sui titoli governativi; l’elevata liquidità e disponibilità di titoli di debito bancario europeo presenti sul mercato renderebbe fattibile una rapida espansione della liquidità verso il target (supposto dalla Bce) di 1000 miliardi di euro; il nuovo ruolo di supervisore bancario della BCE nel Single Supervisory Mechanism, grazie all’analisi appena condotta sulla salute delle banche europee, renderebbe l’assunzione di rischio da parte del bilancio della BCE una sorta di rischio calcolato e controllato rispetto a qualsiasi altro programma di acquisti di debito privato. Si tratta di elementi indubbiamente positivi e di supporto per questa tipologia di obbligazioni bancarie. Se poi vi affianchiamo anche uno scenario macro dove i tassi d’interesse sono destinati a rimanere fermi per diversi anni, a differenza di quanto potrebbe accadere negli USA e in UK, il mix di notizie per il debito bancario europeo rimane positivo.   

 

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