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Il mercato italiano piace. Parola degli ultimi player internazionali sbarcati in Italia


Che per il risparmio gestito il momento sia fecondo lo dimostrano i numeri e diversi fatti. Tra questi l’arrivo in Italia di player internazionali, che sempre più numerosi si danno battaglia nel nostro territorio. L’ultimo, in ordine di tempo, è stata la T. Rowe Price, eccellenza USA, nata a Baltimora nel 1937, con 731,2 miliardi di patrimonio in gestione. L’ingresso sul mercato italiano rientra in un piano di espansione in Europa, con l’apertura di una branch ed un’offerta di 30 fondi di investimento autorizzati. Quotata dal 1986 a Wall Street, T. Rowe Price si focalizzata esclusivamente sulla gestione degli investimenti, offre strategie azionarie e obbligazionarie che coprono una molteplicità di asset class, regioni, settori e stili, ed è uno dei più grandi gestori di patrimoni previdenziali negli Stati Uniti. Con una cospicua partecipazione in Moncler, lo scorso giugno aveva superato la soglia del 2% in MPS. Ma il marchio ha scommesso, tra gli altri, anche su Intesa San Paolo, Eni e Mediaset. “L’Italia è un Paese interessante, nel quale T. Rowe Price intende creare valore nel lungo termine. È molto interessante per il risparmio gestito, ma è interessante soprattutto per i margini di crescita: secondo Banca d’Italia, ci sono 2.000 miliardi di risparmio ancora non gestito. Poi oggi abbiamo i titoli di Stato con i rendimenti ai minimi, e dopo il quantitative easing della Bce probabilmente saranno ancora più bassi. Insomma, i risparmiatori dovranno trovare altre soluzioni”, commenta Donato Savatteri, responsabile per l’Italia.

Nel marzo del 2014, direttamente dal Sud Africa, in territorio italiano è arrivata anche Investec Asset Management, la società di gestione che oggi conta un attivo gestito complessivo di 116 miliardi di dollari. Investec ha assunto un profilo internazionale in grado di adattarsi alle nuove aree di attività dei mercati emergenti grazie, per esempio, a una strategia multi-asset attenta alle opportunità di crescita e al contesto di rischio. In Italia, dei 39 fondi di investimento autorizzati per la vendita, 38 sono disponibili per investitori istituzionali e 32 per il mercato retail nelle classi A (per ambiti di consulenza) e C (per la distribuzione diretta). “In poco tempo dall’apertura dell’ufficio a Milano abbiamo aumentato il numero dei fondi disponibili agli investitori italiani. Abbiamo riscosso interesse sulla nostra gamma di fondi specializzati perché i clienti apprezzano il nostro diverso punto di osservazione sui mercati”, dice Marco Orsi, sales director per il Belpaese. 

Qualche mese prima dell’apertura italiana di Investec, c’è stato il debutto del gruppo Petercam. Il fund manager belga, che ha sede a Bruxelles, ha aperto un nuovo ufficio a Milano, sotto la guida di Alessandro Fonzi. A fine 2014, il gruppo gestiva circa 15 miliardi di euro. Di questi la SGR Petercam Institutional Asset Management, 9,3 miliardi. Nel corso del 2014 il patrimonio gestito a livello di gruppo è aumentato di oltre 700 milioni di euro. Segno che “in Italia e nelle regioni di lingua italiana abbiamo raccolto i frutti del nostro lavoro – spiega il CFA Fonzi -. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo che ci eravamo dati in termini di raccolta e di servizio alla clientela e abbiamo così avviato il processo per l’assunzione di una nuova persona per l’ufficio di Milano”.

Due Sicav armonizzate (la Petercam B Fund di diritto belga, e la Petercam L Fund di diritto lussemburghese) per un totale di circa 30 fondi con specializzazioni nell’azionario legate alla strategia Agrivalue, sul tema dell’agricoltura e dell’alimentazione e nell’obbligazionario con specializzazioni nelle obbligazioni corporate investment grade europee, nelle obbligazioni globali investment grade unconstrainede multi-strategy, e nelle obbligazioni high yield europee, “dove siamo stati tra i primi a lanciare una strategia EUR High Yield Short Term”, ci tiene a sottolineare Alessandro Fonzi. E non solo. Per finire, Petercam si dice pioniere in Europa nelle strategia di investimento sostenibili e socialmente responsabili (SRI) e negli investimenti nell’immobiliare quotato europeo con il fondo Petercam Securities Real Estate nel 1999.

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