Il mercato degli high yield europei ha delle nicchie di interesse


Crisi significative, volatilità e bassi rendimenti. Come comportarsi adesso? Ecco la view di Francesco Castelli, gestore del fondo Banor Sicav, Euro Bond Absolute Return.

Gli scossoni subiti dai mercati nella settimana appena trascorsa sono il risultato di un aumento dell'avversione al rischio o si tratta di guerre valutarie o recessioni globali? Possono dirsi lo smaltimento di un’overdose di debito? 

Questa crisi estiva ha come epicentro la Cina: da lì, le scosse telluriche si sono propagate sui paesi emergenti (sia sulle azioni sia sui mercati valutari), sulle materie prime e sui mercati azionari in generale. Tolti i bond emergenti, il comportamento del mercato obbligazionario è stato ragionevolmente composto: i governativi sono saliti, perdite contenute in un paio di punti percentuali sulla parte degli high yield. Peraltro, l’obbligazionario aveva già subito forti correzioni tra aprile e maggio e il posizionamento degli operatori era sicuramente meno sbilanciato. 

Come legge quanto sta succedendo in Cina quindi?

La robusta correzione del mercato cinese è lo specchio di una crescita del PIL probabilmente inferiore a quella visibile nelle statistiche ufficiali: i consumi interni sono ancora troppo bassi, mentre la riduzione della domanda esterna è un brutto segnale per l’economia globale, che da anni usa la Cina come principale fornitore. 

Cosa vuol dire in concreto per i risparmiatori? 

Sui portafogli dei nostri clienti continuiamo a mantenere l’approccio prudente raccomandato qualche mese fa; l’incremento delle posizioni rischiose viene fatto con molta disciplina e a piccoli passi.

In attesa che il temporale passi, molti operatori suggeriscono di dare più peso in portafoglio agli asset sull'Europa, soprattutto se si parla di obbligazioni societarie. Lei cosa ne pensa? Qual è la sua asset allocation?

Dal punto di vista obbligazionario, come si diceva, la correzione è stata relativamente contenuta: rimaniamo purtroppo convinti che il reddito fisso non offra, oggi, una combinazione rischio/ rendimento particolarmente attraente. Tuttavia, il mercato degli high yield europei continua a presentare piccole nicchie di interesse. Due, in particolare, i temi che ci piacciono: il sistema bancario italiano, all’alba di un consolidamento che lo renderà più forte; le società di medie dimensioni, non sempre conosciute dai grandi investitori, su cui è possibile ottenere rendimenti medi attorno al 4%, pur con un livello di duration molto contenuto. 

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