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Il fondo Anthilia White ora ha quattro stelle


Morningstar ha attribuito al fondo Anthilia White quattro stelle nel giudizio relativo agli ultimi 3 anni nella categoria “bilanciati flessibili globali”. Il rating Morningstar, conosciuto anche come “star rating”, rappresenta una valutazione sintetica della qualità di gestione di un fondo dal punto vista del rendimento e del rischio. Il giudizio tiene conto della categoria a cui il fondo appartiene in modo da rendere omogenea la comparazione tra fondi con strategie simili. Il rating Morningstar assegna un punteggio che va da un minimo di una stella a un massimo di cinque stelle. FundsPeople ha raggiunto Markus Ratzinger, Markus Ratzinger, Partner di Anthilia sgr e Fund Manager dei fondi Anthilia White ed Anthilia Yellow dal 2008.

Qual è la strategia di investimento del fondo? Com'è il posizionamento oggi, cosa vi ha premiato nel passato e come sarà nei prossimi mesi alla luce del difficile contesto?

La strategia di gestione mira a ottenere un rendimento positivo in ogni situazione di mercato attraverso un sistematico controllo della volatilità (intorno al 2% nel periodo 2008-2014). Il fondo non ha benchmark di riferimento ricercando di volta in volta strumenti di investimento che presentino un rapporto interessante tra rendimento e rischio. La flessibilità nell’approccio alle scelte allocative è presupposto fondamentale per ottenere rendimenti positivi nelle diverse congiunture di mercato. L’attività di gestione è dedicata alla ricerca di opportunità su titoli che presentino “opzionalità” a buon mercato,  strumenti con uno sconto significativo rispetto al valore di libro (nel caso dell’immobiliare) o strumenti con profili di rischio rendimento “asimmetrici” (nel caso di obbligazioni convertibili). Il quadro macro lascia presagire scenari di tassi sui governativi sempre più compressi e rischi sull’azionario che, se non ben gestiti, potrebbero facilmente compromettere il rendimento a medio termine del proprio investimento. Anthilia White rappresenta uno strumento di diversificazione del portafoglio con una attenta selezione delle opportunità ed una solida disciplina nella preservazione del capitale investito. Nella fase di crisi del 2011 il fondo ha chiuso in sostanziale pareggio sui 12 mesi con un rendimento complessivo di +17.5% nel periodo gennaio 2008 – Aprile 2014.

I mercati devono superare gli ostacoli delle elezioni europee del 25 maggio e il Consiglio direttivo Bce del 5 giugno. Intanto la frenata del Pil è un mal comune nell’Unione, frutto delle scelte fatte a Bruxelles. Lo dimostrano i dati della crescita in Gran Bretagna… Come vede lei la situazione?

 Le elezioni europee contribuiranno a delineare qual è il sentiment degli elettori rispetto ai risultati sociali ed economici delle istituzioni comunitarie. Le spinte a rivedere la logica su cui è stata concepita l’Unione ed alcuni aspetti legati alla dottrina dell’austerity sono ormai parte del dibattito politico. Dibattito che dalle frange più estremiste dei partiti politici sta ora progressivamente caratterizzando anche componenti più moderate dell’opinione pubblica di diverse realtà comunitarie. La persistente disoccupazione nei paesi periferici e le minacce deflazionistiche vedranno una Bce più attiva nei prossimi 12 mesi, mentre i rendimenti offerti sui titoli governativi e in generale sulla curva a breve termine continueranno a essere bassi, così come su titoli obbligazionari high yield e subordinati. Non escludiamo che dal risultato elettorale, e dal dibattito politico ed economico che ne seguiranno, possano emergere nuove direttrici di sviluppo, coordinate e coadiuvate da operazioni di politica monetaria, più orientate alla crescita che non al solo rigore.

Qual è un'asset class oggi che metta al riparo da volatilità e rischi sistemici, essendo in grado al contempo di fornire una performance?

Riteniamo che in periodi di possibile turbolenza dei mercati azionari e rendimenti obbligazionari contenuti l’attenzione degli investitori debba vertere più sullo stile di gestione che su una asset class specifica. L’azionario è sicuramente un candidato interessante nelle scelte allocative dei prossimi mesi ma le coperture di portafoglio quali la volatilità, il decennale tedesco ed il dollaro per citarne alcune, devono essere opportunamente selezionate e modulate secondo i possibili diversi sviluppi del quadro europeo. Per un rendimento nominale apprezzabile è necessario, oggi più di ieri, assumere qualche rischio in più ma la selezione deve orientarsi verso rischi “diversificati” e classi di attivo che presentino una qualche forma di assicurazione implicita: elevato sconto sul mercato, opzionalità positiva, elevato dividendo e stabilità del business sottostante.

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