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"Il contesto macroeconomico rimane favorevole all’investimento in azioni"


È ampia la scelta dei settori che stanno beneficiando dell'attuale contesto economico. La chiave è capire quali sono quelli che presentano maggiori possibilità di rivalutazione, perciò l'importanza di un'analisi esaustiva sulle diverse scelte gestionali.

Renato Zaffuto, responsabile team di Gestione Mercati Azionari in Fideuram AM Ireland, illustra a Funds People le principali scommesse della società.

Che settore state sovrapesando nei portafogli azionari?

"Sui portafogli azionari globali stiamo sovrapesando i settori sensibili alla discesa dei tassi di interesse e con un elevato dividend yield nella zona-euro, in particolare settori come banche dei Paesi periferici, utilities, telecomunicazioni. Negli USA e nel resto del mondo, invece, stiamo sovrapesando i settori più esposti all’accelerazione del ciclo mondiale, in particolare quelli legati al ciclo degli investimenti, come gli industriali e tecnologia".

Perché questa scelta?

"L’idea è, innanzitutto, che dopo oltre due anni in cui i mercati azionari sono stati trainati dalle rivalutazioni e dall’espansione dei multipli, da ora in avanti i mercati azionari dovranno essere trainati dalla crescita degli utili societari per proseguire il trend rialzista.

Il contesto macroeconomico rimane favorevole all’investimento in azioni, anche se i rischi stanno aumentando. Le politiche monetarie sono ancora a sostegno, sebbene la BCE sia ancora indietro nel ciclo dei tassi rispetto alla Fed e alla BoE. La differenza di posizione nel ciclo monetario ci spinge a preferire nella zona-euro quei settori che possano beneficiare delle politiche quantitative non-convenzionali e della discesa dei tassi di interesse, e quelli che possano beneficiare di un euro più debole rispetto al dollaro.

Negli USA, in Giappone e nel resto del mondo la preferenza si indirizza verso quei settori che potranno beneficiare di un’accelerazione del ciclo mondiale e di una maggiore sincronizzazione geografica. In particolare, l’attenzione si rivolge verso quei settori più esposti al ciclo degli investimenti aziendali e alle esportazioni.

L’idea di base è che il processo di “normalizzazione” della politica monetaria negli USA sarà graduale e richiederà tempo. La politica monetaria della Fed rimane a sostegno della ripresa, ma negli USA la preferenza si orienta verso i titoli più esposti al ciclo economico, mentre si mantiene un sottopeso verso quei settori esposti ai consumi privati e alla risalita dei tassi di interesse".

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