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Il Brasile traina gli Emergenti


Le recenti decisioni della Fed e della BCE sono state molto efficaci nell’interrompere il trend di restringimento delle condizioni globali di liquidità in atto attraverso diversi meccanismi di trasmissione. La Fed ha preso atto che la crescita statunitense, così come l’inflazione, non giustifica il restringimento monetario aggressivo. E tutto ciò ha avuto l’effetto di fermare il continuo apprezzamento del dollaro, almeno per il momento, e getta le basi per una ripresa dei prezzi del greggio. Inoltre, sostiene gli inflation-linked bond per via delle rivalutate aspettative sull’inflazione, precedentemente molto legate al prezzo del greggio. Degli effetti positivi delle ultime decisioni delle principali banche centrali hanno beneficiato anche i mercati del credito, con un restringimento degli spread di supporto ai mercati Emergenti. Infine, l’indebolimento del biglietto verde ha tolto la pressione dalla svalutazione del renminbi, una delle principali preoccupazioni degli investitori. La correzione della Fed ora rispecchia maggiormente le aspettative degli investitori.

Dopo un periodo che ha registrato dati economici deludenti, la crescita globale sembra ora prendere corpo. I più recenti dati per gli Stati Uniti, il Giappone e l’Europa stanno superando le aspettative. Tuttavia, restiamo in un contesto di crescita bassa nel lungo periodo, con lo sviluppo demografico, la bassa produttività e gli alti livelli di debito in alcune aree geografiche che stanno rallentando la crescita. I fattori cruciali alla base della ripresa degli Emergenti quest’anno stavano indebolendo le valutazioni insieme a un forte deterioramento del sentiment nei confronti di tutte le asset class degli Emergenti. La scarsa considerazione di cui godono gli Emergenti nelle scelte di portafoglio degli investitori significa che il momentum positivo potrebbe andare ancora avanti. A livello di fondamentali, il ribilanciamento tra le diverse economie è un processo in corso. Naturalmente, si tratta di un processo che richiederà del tempo e una ripresa a ritmo sostenuta è improbabile. La differenza a livello geografico è evidente: ci sono aree geografiche ad uno stadio piuttosto avanzato, come l’Europa centrale, e Paesi appena all’inizio del ciclo di ripresa, come il Brasile, che ha imboccato un cammino di evoluzione con una bilancia commerciale che sta tornando in positivo e che trae beneficio dal deprezzamento della valuta: oggi il Paese carioca è uno dei pochi Stati sudamericani con un volume di esportazioni in aumento.

In termini di scelte di portafoglio, all’inizio del 2016 abbiamo messo da parte il posizionamento molto difensivo degli ultimi anni, incrementando la complessiva sensibilità al mercato sulla scia delle basse valutazioni e del miglioramento dei fondamentali. Abbiamo maggior fiducia nei confronti di titoli obbligazionari in valuta forte, a scapito di posizioni nelle differenti valute locali. La maggior parte di queste operazioni sono state concentrate in Brasile, che ora rappresenta circa un quinto dei nostri portafogli. Perdere l’occasione di partecipare alla storia di ripresa del Brasile quest’anno avrebbe significato perdere una larga fetta del rendimento generato dai mercati Emergenti.

Società

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