Idee per investire controcorrente nel 2017


Tra le tendenze sulle quali sembra soffermarsi il consensus in questo 2017 vi sono sicuramente la prolungata volatilità, la prudenza al momento di investire negli emergenti, un maggior impatto dei rischi politici e l’estensione dei tassi negativi nell’obbligazionario. Ma gli esperti di GAM hanno scelto di guardare al mercato da un’altra prospettiva, individuando idee d’investimento per capire come giocare la carta contrarian quest’anno.  

#1 Messico
“Se la retorica elettorale di Trump non si realizzerà concretamente, come il muro al confine con il Messico, allora il mercato avrà scontato gli aspetti negativi in modo eccessivo”, sostiene Tim Love, investment director delle strategie azionarie emergenti. Se dovesse avere ragione e si verificasse un “rally di sollievo” a trarre benefici saranno “sia la ripresa nazionale sia le esportazioni messicane verso gli Stati Uniti”.

#2 Corti su bond britannici e lunghi su canadesi

“Le obbligazioni canadesi sono quotate attualmente a 50 punti base al di sopra di quelle inglesi, ma in media si sono mantenute circa 10 punti base al di sotto di queste negli ultimi dieci anni”, ricorda Adrian Owens, investment director obbligazioni e valute. L’esperto spiega che il rendimento reale dei Gilts a dieci anni probabilmente diventerà “sempre più negativo, man mano che l’inflazione aumenti”, e calcola che potrebbero arrivare al -1,5% da qui a un anno. Intanto, calcola che i tassi reali canadesi si avvicineranno allo zero, il che implicherà un differenziale prossimo ai massimi storici. “Per ridurre questo differenziale, il rendimento nominale delle obbligazioni britanniche dovrà aumentare più dei tassi del Canada”, aggiunge Owens.

#3 Bond nominali

Il consiglio di Tim Haywood, investment director business-unit head for fixed income, è molto chiaro: “Evitare i bond statunitensi indicizzati all’inflazione”. La motivazione è la seguente: “Se l’inflazione in aumento è veramente una minaccia imminente al di là degli effetti di base, e provocherà un aumento dell’inflazione generale di più di 175 punti base nei prossimi nove mesi, allora restare corti sui bond nominali genererà ritorni più attraenti”. D’altra parte, indica che “se un dollaro in aumento e una crescita deludente soffocano l’incremento dell’inflazione, allora i breakeven saranno percepiti come troppo alti”.

#4 Azionario ciclico e domestico dell’Eurozona

Niall Gallagher, investment director of European equities, ritiene che quest’asset class dovrebbe fare bene quest'anno, trovando sostengo nel rafforzamento dei fondamentali: “La prosecuzione della pubblicazione di dati economici forti, buoni PMI e lo stimolo positivo al credito sembrano essere passati inosservati tra Brexit e Trump, e per il troppo desiderio di fornire opinioni esperte sui politici amatoriali”, afferma.

Gallagher aggiunge che l’Economic Surprise Index di Citigroup indica che i dati economici dell’Eurozona sono sorprendentemente in rialzo. Se a questo si aggiunge l’espansione del credito, “l’economia europea è una fase di ritmo espansivo sostenuto, mentre lo stimolo al credito ci porta a credere che continuerà ad essere così almeno per un po’”, conclude.  

#5 Ftse 100

Il Ftse 100 - composto da titoli di grande capitalizzazione – ha sottoperformato rispetto al Ftse 250 (piccole e medie imprese) nell'ultimo decennio. Chris Morrison, investment manager of the global and UK equity portfolios, evidenzia la divergenza in termini operativi: l'utile per azione (EPS) del Ftse 250 è più che triplicato dal 2000, mentre è solo lievemente aumentato per il Ftse 100. “Questo è piuttosto sorprendente, specialmente perché gran parte della variazione si è prodotta negli ultimi cinque anni”, spiega Morrison. Le divergenze hanno origine soprattutto nei settori legati alle materie prime e alle banche. Il gestore sostiene che, attualmente, “il Ftse 100 è scambiato al di sotto delle sue valutazioni di lungo termine e presenta un grande potenziale per il recupero dei profitti, un cocktail potente per un investitore value di lungo termine”.

#6 Dollaro

John Lambert, responsabile delle strategie azionarie globali, sostiene che il dollaro statunitense è “una delle opportunità contrarian più evidenti del 2017”. Si appoggia sul deterioramento dei fondamentali statunitensi: aumento del deficit di bilancio, possibilità di aumento della spesa pubblica per i sussidi e vendita senza precedenti di Treasuries nelle ultime settimane (a cui va aggiunta la pretesa di Trump di compensare con la spesa pubblica i tagli sulle tasse). La questione centrale per l’esperto è “chi finanzierà tutto questo e a che tipo di interesse”, per cui conclude che “i fondamentali della divisa sembrano poveri”.

#7 Petrolio

“Il petrolio non mostra solo che il carry e il momento sono negativi ma anche che è la materia prima che presenta maggiore volatilità. Pertanto, sembra essere il momento di scommettere su qualcosa di inaspettato, nello specifico sull’aumento del prezzo del petrolio”, riassume Christian Gerlach, gestore delle strategie sulle commodity.

#8 Biotecnologia

La corsa alle presidenziali negli Stati Uniti ha portato le quotazioni dei multipli delle biotecnologie ai minimi storici, secondo Christophe Eggmann, responsabile dell'azionario settore healthcare. L’esperto crede che la vittoria repubblicana possa essere favorevole per il settore, per la sua minor propensione a regolare il prezzo dei medicinali, per la possibile riduzione delle imposte sulle società (compreso il rimpatrio dei profitti) e per la ripresa dell’attività di fusioni e acquisizioni.  

#9 Fabbricanti di impianti eolici

Dopo l’elezione di Donald Trump uno dei settori che ha corretto di più è stato quello degli impianti eolici, di fronte al timore di un possibile deterioramento della crescita degli utili. “Crediamo che il mercato ha reagito in modo eccessivo e siamo certi che le prospettive di crescita negli ingressi per fabbricazione di turbine continueranno intatte, con tale incremento guidato dai mercati emergenti”, afferma Gianmarco Mondani, Chief Investment Officer of the non-directional equity team di GAM. Mondani aggiunge che “la maggiore efficienza offerta dai nuovi impianti fa dell'energia eolica una branca sempre più competitiva rispetto a forme più convenzionali di energia”.

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