I vantaggi della gestione multisettoriale attiva


La modesta crescita economica, unita a mercati volatili, ha spinto molti investitori verso quello che viene percepito come “l’approdo sicuro” del reddito fisso. Questi investimenti hanno spesso assunto la forma di portafogli indicizzati (e quindi passivi) o con caratteristiche simili.  Se gli indici del reddito fisso possono rappresentare dei buoni benchmark, noi, in quanto  gestori storicamente attivi, riteniamo che siano meno idonei come strategie di investimento. Anche indici broad come il Barclays Capital U.S. Aggregate non colgono molte delle opportunità dell’universo del reddito fisso, che potrebbero invece contribuire ad incrementare il rendimento dei portafogli e la diversificazione del rischio. E soprattutto in questo momento storico, crediamo che un broad investment grade index statunitense, con un’esposizione di oltre il 70% ai titoli governativi americani, potrebbe esporre gli investitori al rischio di ribasso.

Noi siamo fortemente convinti che un approccio multisettoriale attivo, basato sulla ricerca, permetta di sfruttare l’intero universo del reddito fisso, invece di subire passivamente il profilo di rischio di un indice. Con i tassi di interesse ai minimi storici negli ultimi 60 anni, il rischio di un loro aumento e della caduta dei prezzi si attesta sui massimi livelli. I bassi rendimenti che si protraggono ormai da diversi anni accentuano questo rischio al ribasso, poiché i flussi cedolari sono insufficienti a compensare il deprezzamento.

Crediamo quindi che la gestione multisettoriale attiva rappresenti il modo migliore per investire nel reddito fisso. I gestori multisettoriali attivi possono, infatti, contribuire ad attenuare i rischi che riguardano i flussi cedolari e i tassi di interesse, investendo in settori obbligazionari meno correlati tra loro. A differenza dei gestori passivi, quelli multisettoriali attivi possono costruire portafogli che tengono conto sia del rischio assoluto che relativo e, per la costruzione dei portafogli, prendono in considerazione le interazioni e le correlazioni di tutti i fattori di rischio, tra cui i tassi di interesse, i paesi, le valute, i settori e gli emittenti, invece di accettare passivamente i cambiamenti del profilo di rischio all’interno dell’indice di riferimento.  Inoltre possono sfruttare l’intero universo di investimento, ricercando valore anche in settori che offrono rendimenti superiori, titoli a tasso variabile ed in altri titoli meno correlati.

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