I titoli indicizzati? La prossima scelta d'investimento


Occhio ai titoli indicizzati. Considerato il quadro macroeconomico e la fine imminente del contesto a tassi zero, questo segmento di mercato potrebbe determinare una buona scelta d’investimento nei prossimi anni. Tanto che Marzotto SIM, investment house operativa nel settore del wealth management, ha pensato di lanciare l'Osservatorio tecnico sui titoli indicizzati: una nuova unità in seno al suo ufficio studi che vuole individuare nel segmento dei titoli a tasso variabile, caratterizzato da una maggiore complessità e dalla scarsità di ricerche e analisi, gli strumenti migliori per raggiungere determinati obiettivi di performance. Per fare questo l’Osservatorio identifica tutte le tipologie di obbligazioni a tasso variabile, individua per ciascuna tipologia dei fattori di rischio e di opportunità, indica le tipologie di titoli con le migliori prospettive, calcola la corretta valutazione dei titoli, pubblica la selezione dei titoli per ciascuna delle tipologie individuate e infine si focalizza sulle nuove emissioni.

Ecco dove posizionarsi all’interno dell’universo dei titoli obbligazionari indicizzati.

titoli indicizzati
Fonte: Marzotto SIM.

L'attuale scenario di normalizzazione dei tassi e l'attesa fase di rialzo degli stessi, infatti, sono condizioni in grado di favorire i titoli a tasso variabile che, negli ultimi dieci anni, sono stati penalizzati dalle politiche di Quantitative Easing delle banche centrali che hanno schiacciato i rendimenti ai minimi e favorito le performance a due cifre dei titoli a tasso fisso. Secondo gli analisti di Marzotto, in tema di obbligazioni indicizzate, “lo scenario più probabile per i prossimi 12-18 mesi sembra essere più favorevole ai titoli indicizzati di tipo CMS, rispetto ai più diffusi titoli legati all’Euribor”. I titoli CSM, spiegano, si rifanno al tasso IRS (Interest Rate Swap) a lunga scadenza. “Date le attuali prospettive evolutive della curva dei tassi europea, è abbastanza probabile, almeno nei prossimi 12-18 mesi, una stabilità dei tassi a breve sugli attuali livelli ed un possibile rialzo dei tassi a lungo termine. Ciò soprattutto se si rafforzerà la ripresa economica e la BCE inizierà la fase di rientro delQe”, dicono da Marzotto. “In tale scenario le cedole dei titoli legati all’Euribor rimarrebbero più o meno ferme, in quanto indicizzate ai tassi a breve 3, 6 mesi. Molto meglio invece si comporterebbero i titoli indicizzati all’IRS, meno diffusi ma comunque abbastanza numerosi sul mercato, dato che questa tipologia di titoli permette di incassare cedole in linea con i più elevati livelli di rendimento delle scadenze decennali (bassi rispetto al passato ma comunque sopra lo zero), senza tuttavia sopportare i rischi delle emissioni a tasso fisso”.

CMSFonte: Marzotto SIM.

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