I migliori funds selector italiani


C’è chi la considera un’attività artigianale, chi crede sia come comporre un puzzle, a partire dalle singole tessere, o costruire le fondamenta di una casa. Si tratta della selezione dei fondi. Per il terzo anno consecutivo, Funds People ha realizzato un sondaggio tra le funds house internazionali che operano in Italia, per sapere quali reputano essere i migliori funds selector presenti sulla piazza. 

Chi sono dunque i numeri uno nella scelta dei fondi? Come avviene il processo di selezione? Quali caratteristiche deve avere un fondo per essere selezionato? Come svolgono il loro lavoro? Queste sono solo alcune delle domande cui hanno risposto i professionisti da noi intervistati. A partire dallo svolgimento di una loro tipica giornata lavorativa. Che spesso comincia di buon ora. Prima, magari sorseggiando un caffé, ci si dedica a studiare le chiusure dei mercati e ad analizare gli spunti più interessanti della ricerca macroeconomica. Poi, a metà mattinata, cominciano gli incontri, con una o due controparti. Spesso, per risparmiare tempo, qualche appuntamento avviene anche durante la pausa pranzo. 

Si passa infine allo studio dei  fondi e delle strategie d'investimento, combinando un approccio quantitativo sull’analisi dei risultati e soprattutto una forte e costante interazione con tutti gli analisti e i portfolio manager del team, in modo da far circolare le informazioni e rielaborarle. 

Il processo di selezione

"La selezione di un fondo scaturisce da analisi quantitative ed analisi qualitative", spiega Filippo Stefanini, responsabile hedge funds e manager selection di Eurizon Capital SGR. "Prima di selezionare un fondo partiamo da un’analisi del benchmark per capirne la struttura e da un’analisi dell’universo investibile attraverso una sua 'clusterizzazione'  in gruppi omogenei. 

Distinguiamo due tipologie fondamentali di analisi quantitative: le analisi basate sulla serie storica delle performance passate e l'analisi basata sulla composizione del portafoglio. Abbiamo sviluppato uno strumento di ranking dei fondi con delle buone 'capacità predittive', dove sostanzialmente andiamo ad attribuire uno scoring maggiore ai prodotti che hanno conseguito le migliori performance corrette per il rischio su un orizzonte temporale di tre anni. Molta attenzione viene dedicata alla performance attribution e all’analisi del comportamento del gestore durante i periodi di drawdown. Inoltre viene data particolare attenzione all'aspetto delle commissioni e al posizionamento del fondo rispetto ai costi medi degli altri presenti nel peer group". 

Il processo d'investimento di Ersel AM SGR si articola su tre cardini nella valutazione: quantitativa, qualitativa e strutturale; "abbiamo però margini di flessibilità per dare la giusta enfasi a ciascuno di questi punti in funzione della storia e della complessità di ogni strategia di gestione", aggiunge Giorgio Bensa, senior portfolio manger. 

"Tra i criteri oggettivi dedichiamo molta attenzione alla persistenza dei risultati e alla protezione del capitale nelle fasi avverse; l’analisi soggettiva si basa su uno schema di valutazione ampio, che prende in considerazione molteplici elementi: team di gestione, processo di ricerca, costruzione del portafoglio, risk management. Per noi è fondamentale la coerenza tra di essi e con gli obiettivi della strategia di gestione stessa".

Obiettivi

Spiega Paolo Biamino, responsabile funds selection unit di Euromobiare SGR che "da un lato ci poniamo un obiettivo che attiene all’area della performance, ovvero ricerchiamo fondi che pensiamo possano ottenere risultati superiori rispetto al proprio peer group. Dall’altro vogliamo assicurarci che questi stessi fondi non nascondano fattispecie di rischio ancora inespresse e non valutabili dal punto di vista strettamente quantitativo che possano condurre a perdite superiori rispetto a quelle spiegabili con la volatilità di mercato. 

In pratica adottiamo un processo d'investimento che, partendo da una prima valutazione quantitativa, si sviluppa con un vero e proprio processo di due diligence in cui vengono valutati quegli elementi che consentano al gestore di esprimersi al meglio. Mi riferisco in particolare alla struttura organizzativa dell’azienda, il processo di investimento, la costruzione di portafoglio e il risk management".

"Abbiamo un processo di screening quantitativo diverso da quello che è lo standard di mercato perché non guardiamo solo al rischio e alla performance passata ma tendiamo ad avere un approccio previsionale", dice David Karni, responsabile selezione fondi e consulenza di BCC Risparmio&Previdenza.  "Cerchiamo all’interno di un peer group omogeneo il fondo più efficiente da qui ad un anno.  

Il nostro obiettivo è più basato sull’efficienza degli strumenti che sulla miglior performance. Un fondo che ha fatto bene l’anno scorso non è detto che abbia un buon sharpe ratio tra un anno".

La scelta di un buon gestore

Nel linguaggio comune viene assegnato un grosso peso al cosiddetto talento del gestore, ovvero alla sua capacità di generare alpha. "In realtà il talento non è direttamente osservabile e la sua migliore testimonianza rimangono le performance passate, che come sappiamo potrebbero anche non ripetersi nel futuro" spiega Biamino. 

"Al contempo, però, quando si seleziona un fondo si acquistano anche molti altri elementi che sono più direttamente osservabili e possono costituire un valido supporto al talento del gestore. Mi riferisco per esempio agli analisti disponibili e alla struttura del processo d'investimento, o al risk management e alla reportistica. La nostra selezione può essere definita come la ricerca del giusto mix tra il talento del gestore e gli elementi che lo supportano". 

Per Karni, "la conoscenza diretta del gestore da un plus al fondo, fare una chiacchierata con chi ci capisce del fondo è un modo per arrivare a dare una puntuazione più alta nel processo qualitativo". Tutti concordano, inoltre, che individuare un buon gestore dipende molto dall’asset class. Bisogna distinguere se stiamo parlando di un fondo a benchmark o se invece stiamo parlando di un fondo flessibile unconstrained con un unico decision maker. In ogni caso, l’individuazione di un buon gestore parte dall’originalità della strategia che utilizza e nella coerenza tra tutti i vari elementi del processo di investimento che concorrono al risultato finale. Ogni volta che se ne vanno figure chiave è necessario effettuare un assessment sulla strategia per capire se continuare con gli investimenti o ritirare i remi in barca. 

Filippo Stefanini
resposabile hedge funds e manager selection, Eurizon Capital SGR.

"La selezione dei fondi è per me ricerca delle migliori opportunità di investimento offerte a livello internazionale dalle fund house, in un mercato come quello del risparmio gestito che è caratterizzato da grandi specializzazioni. Il mio background è quello di “ingegnere” e quindi seguo un approccio quantitativo con attenzione ai dettagli".

Paolo Biamino
responsabile fund selection unit, Euromobiliare AM SGR.

"Sono solito definire la selezione dei fondi un'attività artigiana e mi piace pensare che sia “sufficiente” lavorare a regola d’arte per fornire un buon universo investibile ai miei colleghi. Non c’è un solo modo per fare selezione di fondi. È però importante mantenere viva la propria curiosità, non smettere mai di imparare dai propri errori ed adattare il proprio processo alle mutate condizioni del mercato e dell’industria.

David Karni
responsabile selezione Fondi e consulenza, BCC Risparmio & Previdenza.

"La selezione dei fondi è come la costruzione di una casa dove è importante la scelta dei materiali, l’architetto che li abbina in maniera efficiente e l’ingegnere che fa il progetto. Noi non solo siamo selezionatori dei fondi, ma facciamo anche advisory, quindi è fondamentale la giusta combinazione dei fondi nella costruzione di un portafoglio".

Giorgio Bensa
senior portfolio manager, Ersel AM SGR.

"Selezionare i gestori ci consente di ricevere contributi eterogenei in molti casi da professionisti di grande spessore e ci costringe ad avere una mente aperta. Il lavoro di selezione deve mettere insieme quanti più elementi possibile: è un po’ come costruire un puzzle a partire dalle singole tessere".

GLI ALTRI FUNDS SELECTOR VOTATI

Nome Società
Filippo Valvona Pioneer Investments
Davide Bulgarelli BNL-BNP Paribas
Alessandro Castellarin Banca Generali FM
Antonio Cannizzaro  Eurizon Capital SGR
Barbara Costa Pioneer Investments
Fabio Caon Symphonia SGR
Flavia Bucci Pioneer Investments
Massimo De Palma GAM
Matteo Belleri Schroders PB
Silvia Tenconi Eurizon Capital SGR
Valentina Madama Symphonia
Professionisti

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