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I migliori fondi passivi di gennaio 2017


La difficoltà dei gestori attivi a battere il proprio benchmark sul lungo periodo e i costi di gestione bassi dei prodotti a gestione passiva, stanno portando ad una crescita della fetta di mercato dedicata agli asset gestiti in modo passivo. Uno dei principali vantaggi della gestione passiva è legato al minor numero di operazioni di compravendita di titoli eseguito dal gestore che riduce i costi di transazione e, nel caso di fondi comuni, fondi pensione e altri organismi collettivi di risparmio, permette di minimizzare le commissioni richieste ai sottoscrittori.

Entrando più nel dettaglio, nel 2016 gli Etf europei hanno raccolto 48 miliardi di euro, raggiungendo a fine anno un patrimonio gestito pari a 546 miliardi di euro. I fondi comuni indicizzati tradizionali hanno raccolto 44 miliardi, chiudendo l’anno a 576 miliardi di patrimonio gestito.

A gennaio 2017, i prodotti a gestione passiva che hanno performato meglio sono quelli che hanno investito nell’oro e nei mercati emergenti. I fondi indicizzati (quotati e non), essendo strumenti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati e la loro performance non viene influenzata dalle scelte di un gestore attivo.

Morningstar ha stilato una classifica dei fondi passivi che hanno performato meglio a gennaio. A questo proposito, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 22 punti percentuali. Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded funds (Etp), le materie prime sono protagoniste. Il comparto VanEck Vectors Junior Gold Miners è il miglior Etp di gennaio 2017, con un rendimento del 15.04% a gennaio e del 106.67% a un anno. Il prodotto replica la performance di una cinquantina di aziende di piccole dimensioni attive nell’estrazione di oro e argento. I 5 prodotti a gestione passiva che hanno performato meglio nel 2016 investono in metalli preziosi come oro, piombo, palladio e zinco. Al secondo posto troviamo il prodotto ETFS Lead ETC, con un rendimento del 14.92% a gennaio e 34.96% a un anno. Questo prodotto fornisce agli investitori un rendimento equivalente al 200% della variazione giornaliera dell'indice Dow Jones-UBS Lead Subindex SM, che replica il movimento dei contratti futures sul piombo. Al terzo posto troviamo il comparto db Physical Palladium Euro Hedged ETC che ha fatto registrare un rendimento dell’11.54% a gennaio e del 46.57% a un anno. Il fondo replica l’indice LBMA Palladium PM PR USD, l’indice di riferimento che replica il prezzo spot del palladio. Tra i prodotti peggiori troviamo quelli che investono in materie prime energetiche, in particolar modo in gas naturale. 

I migliori 5 Etp di gennaio 2017

Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati, i mercati azionari emergenti, in particolare gli asiatici, hanno ottenuto i migliori rendimenti del mese. Il migliore di gennaio è stato il comparto BlackRock Global Index Funds Emerging Markets, che ha fatto registrare un rendimento del 4.5% a gennaio e del 27.46% a un anno. Il fondo investe in titoli azionari che compongono l’indice MSCI Emerging Markets, che misura il rendimento di titoli azionari emessi da società ad alta e media capitalizzazione di Paesi emergenti di tutto il mondo. Il fondo investe principalmente nel settore finanziario, tecnologico e dei beni di consumo ciclici. Tra i peggiori fondi passivi non quotati troviamo i fondi obbligazionari dedicati alle emissioni governative dei Paesi europei. Le performance negative di questi prodotti sono probabilmente dovute al cambio di rotta della Banca centrale europea nel corso del 2017.

I migliori 5 fondi indicizzati non quotati

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