I fondi preferiti dai funds selector italiani


In occasione del primo anniversario in Italia, Funds People ha condotto un'indagine per conoscere i fondi in vetta alle preferenze dei funds selector italiani. Il sondaggio è stato rivolto a una cinquantina di responsabili della selezione di fondi (di società di gestione, piattoforme, family office, private bank) ma solo in 12 hanno deciso di partecipare, pertanto sono stati espressi 120 voti. I risultati dimostrano una grande dispersione delle preferenze: solo 13 fondi hanno ottenuto più di un voto da parte dei funds selector, l’11% del totale.

 

Fondi e categorie

Il vincitore assoluto, il fondo Nordea-1 Stable Return, è stato votato dal 42% dei funds selector che hanno partecipato al sondaggio. I successivi  in classifica (Ethna-Aktive, Henderson Horizon Pan European Alpha, M&G Optimal Income) sono stati votati da oltre un terzo dei selettori. Scorrendo la classifica troviamo sei fondi che hanno ottenuto due voti e poi abbiamo un centinaio di fondi con un’unica preferenza. 

Le prime quattro posizioni nel ranking sono occupate da un fondo bilanciato moderato, uno bilanciato prudente, un alternativo e un obbligazionario. Se guardiamo alle preferenze in totale, la distribuzione per asset class assomiglia abbastanza al portafoglio dell’investitore medio italiano, offrendo un profilo poco propenso al rischio. 

 

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Infatti il 37,5% delle preferenze (45 voti) è andato ai fondi obbligazionari, principalmente quelli con una vocazione globale, seguiti da quelli dei mercati emergenti e da quelli che offrono un cupon più attraente come i corporate bond e gli high yield. I fondi azionari hanno ottenuto il 29% dei voti:  l’Europa rimane la zona preferita, seguita dai mercati emergenti e dalla borsa giapponese. La categoria dei bilanciati ha ricevuto un quinto dei voti (24) e quasi il doppio rispetto ai fondi alternativi che hanno ottenuto appena 13 voti, un numero sorprendentemente basso, considerato il boom di questi prodotti nell’ultimo periodo. 

 

Le società di gestione

Un’altra forma di analizzare i risultati è vedere il grado di concentrazione dei voti. Alcune società concentano molto la preferenza in uno solo dei loro prodotti, come nel caso di Ethenea e Henderson, HSBC, Vontobel, mentre altre hanno ricevuto meno voti ma più distribuiti come nel caso di BNY Mellon, Fidelity e Invesco. Nel caso di Nordea e di M&G vengono soddisfatte entrambe le condizioni, ovvero risultano essere le società più votate in termini assoluti e con maggior numero di fondi scelti dai funds selector. 

Nell’insieme delle società più votate (27 con oltre due voti), quelle che sommano almeno quattro punti rappresentano il 30%. La distribuzione per tipo di casa è più o meno uniforme tra società di gestione indipendenti e appartenenti a grandi gruppi finanziari, anche se la maggioranza appartiene a grandi compagnie. 

 

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Per Paese di origine, si osserva una ripartizione tra società statunitensi ed europee, con società britanniche fra le più numerose del Vecchio Continente. Tra i fondi preferiti, ci sono anche prodotti di cinque società di gestione italiane. 

 

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Cosa cercano i selector

Rendimento, controllo del rischio, audacia? Quali criteri hanno maggiore peso nel momento della selezione di un fondo? In generale le qualità che i funds selector cercano di identificare con un primo screen quantitativo in un fondo sono la capacità di generare rendimenti rispetto al benchmark di quel mercato, e, a parità di altre condizioni, la costanza nel generare i sovra-rendimenti e la capacità di gestire al meglio le fasi di mercato al ribasso. 

Altra risposta frequente è stata lo stile completamente uncostraine e l’allocazione flessibile. Tutti danno molta importanza all’esperienza del gestore. Nella valutazione di un fondo, infatti, viene prestata molta attenzione sia agli aspetti qualitativi che a quelli qualitativi. Fondamentale è la disponibilità dei managers a fornire informazioni sulla composizione di portafoglio e sulla loro visione prospettica così da poter valutare in un secondo momento la coerenza di quanto anticipato con i risultati.

Pochissimo peso viene dato invece ai servizi ancillari e di natura commerciale dati dalla casa di gestione. 

 

E se il gestore se ne va?

Nell’ipotesi di cambio del gestore l’approccio dei funds selector è differente a seconda della società e del processo di gestione seguito. Nel caso di fondi il cui processo è fortemente basato sulle capacità di un singolo gestore o di un piccolo team, il cambio porta a una completa rivalutazione per capire se il processo potrà continuare senza il fondatore o il leader.

Nel caso di fondi in cui prevale l’approccio di team o il processo è frutto delle competenze maturate dalla società nel corso degli anni è invece più probabile che il cambio di qualche membro del team non abbia impatti sulla capacità di mantenere il processo e di continuare a fornire i risultati attesi. Altri preferiscono azzerare la serie storica ed effettuare un'analisi qualitativa del nuovo manager. 

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