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I fondi immobiliari tornano sugli scudi


Il mattone torna a prendere la scena. Tanto che, secondo i dati contenuti nel documento ‘I fondi immobiliari in Italia e all’estero – Rapporto 2015’, realizzato da Scenari Immobiliari e presentato a Milano, il risparmio gestito in strumenti a contenuto immobiliare è aumentato del 23% nel 2014, superando i 2.400 miliardi di euro, un record storico. I fondi immobiliari e i Reit rappresentano i “motori” di questo andamento positivo. E ancora, il NAV del settore è aumentato dell’11,5%, mentre il patrimonio immobiliare ha superato i 50 miliardi di euro, confermandosi come il più grande portafoglio privato italiano. Anche il numero dei fondi è salito a 385, +5,5% rispetto al 2013. Il Rapporto, giunto alla ventiseiesima edizione, presenta l’andamento e le previsioni per fondi e Reit a livello globale e nei principali Paesi.

“I mercati immobiliari”, ha affermato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, nel corso della presentazione, si stanno muovendo meglio dell’economia in generale. Anche in Italia i fondi immobiliari chiudono un anno positivo con un incremento dell’11,5%, superando la quota di 50 miliardi di patrimonio in proprietà". Un pò più incerto il trend dei fondi immobiliari retail, quelli aperti anche ai risparmiatori. Ma qualcosa di positivo c’è anche qui: la legge 116/2014 ha dato la possibilità di una proroga straordinaria di due anni, sufficiente a farli uscire dall’annosa questione di dover vendere gli asset in portafoglio nella fase più critica del mercato. Il provvedimento è arrivato al momento giusto, consentendo alle SGR di approfittare del rinnovato interesse degli investitori italiani e esteri per il mattone tricolore. Il trend positivo si conferma, come nel resto d’Europa, anche nella prima parte del 2015. Le previsioni per fine anno sono di un ulteriore incremento del NAV a 48,2 miliardi (+10,8%), ma il dato a consuntivo potrebbe essere superiore. Il numero dei fondi supererà quota 400, il top a livello europeo, primato però in parte offuscato dall'elevato numero di SGR (quasi 50), che fa sì che la dimensione media dei fondi sia appena sopra i 100 milioni di euro. Non a caso Banca d'Italia ha più volte sollecitato un processo di concentrazione del settore, già in atto ma non ancora abbastanza incisivo, almeno nell'ambito delle SGR più piccole. “

Ritorno in territorio positivo anche per le performance, ma con grandi oscillazioni tra i diversi fondi”, continua Breglia. L’indebitamento è in calo, con molti interventi di ristrutturazione del debito per usufruire delle migliori condizioni di credito nel mercato. C’è stata, poi, anche qualche leggera modifica nell’asset allocation complessiva, con lievi incrementi nei settori uffici e commerciale. E sono col segno più anche le previsioni sul 2016. La fase positiva è comune a tutti gli strumenti finanziari legati al mattone, un mercato da 57 miliardi (55 nel 2013) in cui fondi immobiliari hanno un peso rilevante. Questo patrimonio immobiliare è infatti ripartito tra fondi riservati (81%), (fondi retail (8%), siiq (10%), società immobiliari quotate (1%). Tutti insieme al 31 dicembre 2014 in borsa capitalizzavano 4,2 miliardi (+11% rispetto al 2013), cifra che però non include i fondi riservati in quanto non quotati. I fondi operativi si stanno avvicinando alla soglia dei 400, anche per la presenza di nuovi soggetti pubblici. Il rendimento, dopo due anni negativi, è tornato in positivo (+1,2%) e l’indebitamento del sistema è calato.

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