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I fondi, i grandi avvantaggiati dalla RDR


 A poche persone piacciono i cambiamenti, e ancor meno entusiasmo provocano i cambi sostanziali. L’1 gennaio del 2013, il Regno Unito ha realizzato una profonda riforma che ha trasformato lo schema della commercializzazione dei servizi finanziari, conosciuta come Riforma della Distribuzione Retail o RDR, la sigla del suo nome in inglese (Retail Distribution Review).

M&G,  come società britannica con vari fondi domiciliati nel Regno Unito (con OICVM che esportiamo sia ad altri paesi dell’Unione Europea sia al resto del mondo) è stata coinvolta da questa rivoluzione. L’industria sa da vari anni che questi cambi erano imminenti. Si tratta di proposte per rendere più professionali i servizi di consulenza finanziaria, aumentare i requisiti di capitale e, ancora di più, mettere fine al pagamento delle retrocessioni nel nuovo business dei fornitori di servizi ai consulenti finanziari che seguono i clienti retail. Il suo obiettivo era aumentare la trasparenza, ridurre il margine di vendite abusive e aumentare la comprensione dei consumatori.

 

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La seconda fase della RDR è cominicata nell’aprile del 2014, quando sono stati vietati gli sconti alle piattaforme per il nuovo business (dopo un periodo di transizione di due anni, il divieto si applicherà anche al business esistente). Il panorama della commercializzazione dei prodotti finanziari nel Regno Unito è differente da quello di altri Stati membri della UE. In generale, il canale dell'advisory è dominato da consulenti finanziari indipendenti (IFA, secondo le sigle in inglese), altri tipi di consulenti, i gestori di patrimonio, eccetera, ma anche da molti investitori che preferiscono operare direttamente o eseguire solo ordini. Anche il business dell’investimento mediante piattaforme è un fattore molto importante nel Regno Unito. Il divieto delle retrocessioni e degli sconti ha provocato numerosi cambiamenti nella catena di valore.

 

Consulenti

I consulenti sono stati obbligati a prendere varie decisioni e ad agire in conseguenza. Per prima cosa, bisognava superare un certo livello di competenza professionale per continuare ad esercitare la professione. I consulenti hanno dovuto anche decidere se classificare i loro servizi come indipendent o restricted (in tutti e due i casi, non potranno ricevere retrocessioni). La consulenza indipendente tende ad essere importante nel Regno Unito, sia per i consulenti sia per i consumatori. L'esame da superare per essere consulente indipendente è molto generale: si richiede che il candidato analizzi tutto il mercato, cercando i prodotti migliori e i più adatti per i suoi clienti retail. È, quindi, un esame molto difficile, eppure molti consulenti scelgono di continuare ad essere indipendenti. I consulenti che decidono di classificarsi come restricted possono scegliere il modello di business che preferiscono.

I consulenti, inoltre, sono obbligati a far pagare ai propri clienti gli onorari per i servizi, ed è stata una vera sfida trovare il miglior modello di business. Tariffe orarie, una percentuale sugli asset oggetto della consulenza, una commissione unica o una combinazione di onorari della consulenza e commissioni di collocamento sono solo alcuni dei molti modelli che abbiamo analizzato.  

 

Fornitori di prodotti

Per i fornitori di fondi come M&G, la riforma ci ha obbligato a offrire vari tipi di azioni nuove. Normalmente, un fondo azionario esigeva una commissione di gestione annuale dell’1,5% circa. Prima della RDR, di questa percentuale uno 0,5% si destinava al pagamento della retrocessione e un altro 0,25% allo sconto per le piattaforme. Con la nuova normativa, tutti e due i pagamenti scompaiono. Il risultato è che molti fornitori hanno lanciato nuovi tipi di azioni senza retrocessione (normalmente, con una commissione di gestione dell’1%) e quello che adesso si conosce come classe di azione pulita, con commissione del 0,75% (senza retrocessione né sconto).

La tipologia di azioni che esistono attualmente continuano su questo versante per il business già esistente, però l’obiettivo è che tutto il business passi ai clean share classes (nel grafico a destra una presentazione di quello che è successo). 

 

Piattaforme

Anche le piattaforme dovranno far pagare una commissione ai propri clienti (ed anche qui abbiamo visto molti modelli differenti). Il cliente adesso potrà vedere quanto sta pagando per il prodotto, gli importi degli onorari di consulenza e la commissione della piattaforma (sempre se realizza l’operazione su piattaforma).  

 

Qual è stato il risultato

Prima dell’entrata in vigore della RDR, il numero di consulenti si era già  ridotto di molto, in una percentuale che le stime situano tra il 15% e il 20%, anche se questo numero è cresciuto leggermente dopo la RDR. È importante segnalare che le banche hanno abbandonato il business della consulenza ai clienti retail ed hanno ridotto i loro consulenti del 40%. Si è verificato, inoltre, un leggero spostamento dalla consulenza indipendente alla consulenza restricted.

La questione più importante, comunque, è il cosiddetto deficit di consulenza. Riguarda milioni di clienti che non possono permettersi la consulenza, non sono disposti a pagare per averla, o non possono più accedere personalmente a un consulente. Generalmente, sono i clienti con un patrimonio da investire inferiore alle 100.000 sterline. La sfida è trovare una soluzione (come, per esempio, l’offerta di aiuto attraverso internet) per aiutare questo gruppo di clienti, senza che ciò rientri nel settore della consulenza.

Quello che abbiamo visto è che molti clienti hanno optato per soluzioni autodirette di fondi multiasset, e una crescita delle vendite di prodotti passivi e ETF.

Ora che esiste una normativa uniforme, i fondi sono stati i grandi beneficiati della RDR. Di fatto, le  vendite sono aumentate nel 2013. 

Ma che succede rispetto all’investitore?
Il prezzo della trasparenza sembra aver provocato una crescita generalizzata dei costi per l’investitore. In generale, mentre prima della RDR tutte le spese venivano dal prodotto, adesso si applicano individualmente.  

Il prezzo del prodotto è sceso, per esempio dall’1,5% allo 0,75% annuale, però le commissioni delle piattaforme possono arrivare fino ai 40 punti base e gli onorari di consulenza (adesso soggetti all’IVA) possono muoversi fino ad arrivare agli 80 punti base. Il risultato è che il prezzo finale può avvicinarsi ai 200 punti base (vedi grafico). 

 

Cambiamenti in Europa 

L’Olanda è l’altro Paese dove un divieto sulle retrocessioni ha preso piede. Una evidenza aneddotica suggerisce che c’è stato un allontanamento dall’architettura aperta, banche che controllano una gran parte del mercato ora agiscono como asset managers, e index e fondi passivi aumentano la lora quota di mercato. 

La Svezia sta in questo momento facendo delle consulenze riguardo il divieto delle retrocessioni.

In Italia c’è stato un divieto sulle retrocessioni per i  portfolio  manager discrezionali per molti anni, al fine di evitare che il cliente pagasse due volte. Con il MiFID II, i consulenti indipendenti non saranno più in grado di trattenere le retrocessioni a partire dal gennaio 2017. I promotori non si sono fatti passare come indipendenti agli occhi dei clienti, in questo modo continueranno in futuro ad essere in grado di ricevere retrocessioni, sebbene dovranno dimostrare che stanno fornendo un servizio per giustificarlo. 

Detto questo, oggi la consulenza è più professionalizzata e, nonostante i contrattempi,  il mercato ha continuato a funzionare e guarda al futuro con ottimismo. Resta da vedere cosa farà il resto dell’Europa per adeguarsi alla direttiva MiFID II che entrerà in vigore nel 2017. 

 

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