I fondi flessibili sostituiranno quelli bilanciati


"I fondi flessibili saranno i bilanciati del futuro". Così esordisce Enrico Vaccari, portofolio manager di Consultinvest SGR, parlando del lancio della classe istituzionale di Consultinvest Plus I, un fondo flessibile sul mercato dal 2009 e che cogestisce insieme a Maurizio Vitolo. "Nell'attuale contesto di mercato un fondo bilanciato non ha più motivo di esistere" dice il gestore, "in quanto legarsi troppo ad una percentuale fissa di una asset class specifica non ha molto senso in un mercato che è e continuerà ad essere volatile. I flessibili stanno sostituendo e sostituiranno sempre di più i fondi bilanciati". I dati di raccolta confermano questa tendenza. Secondo la mappa trimestrale di Assogestioni sono infatti la categoria che ha ottenuto maggiori entrate nel terzo trimestre, quasi 10 miliardi e mezzo di euro.

I fondi flessibili non hanno alcun vincolo sull'asset allocation di base, in termini di peso percentuale da investire in azioni e obbligazioni, e non condividono alcun specifico fattore di rischio, per esempio geografico, settoriale o valutario. Inoltre, la composizione del portafoglio può variare anche da un giorno con l'altro, in relazione agli eventi, sia macro sia micro, che possono condizionare l'andamento del mercato. "Il portafoglio del fondo Consultinvest Plus I in questo momento è posizionato su una diversificazione molto forte degli emittenti" spiega Vaccari, "andando a cercare la parte lunga della curva dove  i tassi sono più interessanti, pur coprendosi dal rischio duration attraverso l’uso di derivati. Quindi cerchiamo di prenderci i benefici che ci sono sulla parte maggiore della curva non esponendoci troppo al rischio di rialzo dei tassi, cosa che potrebbe essere probabile all’inizio del prossimo anno negli Stati Uniti". Per quanto riguarda invece la parte azionaria, l’area di riferimento è quella dell’euro sia perchè le valutazioni in questo momento appaiono molto compresse sia perchè le politiche monetarie messe in campo dalla BCE potrebbero consentirne la ripresadell'Europa", conclude.

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