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I consigli di Sir Templeton per investire con successo


Il settimanale economico Forbes lo aveva descritto come il “decano dell’investimento globale”. A oltre dieci anni dalla sua scomparsa, gli insegnamenti di John Templeton, fondatore della società che porta il suo nome, conservano intatta la loro attualità e sono ancora di grande aiuto per gli investitori di tutto il mondo. Per riassumere la sua filosofia, John Templeton amava ricorrere a una celebre frase di Will Rogers: “Non giocate d'azzardo. Comprate delle buone azioni e tenetele finché salgono. Se non salgono, non compratele”.

Un’osservazione tanto ironica quanto saggia. “Il successo nel mercato azionario si basa sul principio di comprare a buon mercato e vendere quando i prezzi sono alti. Certo, si possono fare soldi anche invertendo l’ordine (vendendo a prezzi alti e poi acquistando a buon mercato), con opzioni e futures, ma queste sono tecniche per trader e speculatori, non per gli investitori. E lo dico da investitore professionale che ha goduto di un certo successo come consulente d’investimento per mezzo secolo e che vuole condividere con gli altri le lezioni apprese in tutti questi anni”. Ecco alcune delle più importanti, tratte da un articolo apparso nel 1993 sul World Monitor, The Christian Science Monitor Monthly, e ristampato con il consenso della John Templeton Foundation.

1. Investite per ottenere il Maximum Total Real Return.
Ovvero sugli investimenti al netto delle imposte e dell'inflazione, l’unico obiettivo razionale per la maggior parte degli investitori a lungo termine. Qualsiasi strategia d’investimento che non riesca a individuare l’effetto subdolo delle tasse e dell’inflazione non riconosce la vera natura dello scenario d’investimento. È fondamentale proteggere il potere d'acquisto. Uno dei più grandi errori che le persone fanno è mettere troppi soldi in titoli a reddito fisso”.

2. Investite, non speculate.
Se si entra e si esce ogni volta che i titoli azionari si muovono di un punto o due, se si vende continuamente allo scoperto, se si tratta solo in opzioni, o si negozia in futures ... allora il mercato diventerà il vostro casinò. E, come succede a molti giocatori d'azzardo, prima o poi si perde. Tenete a mente le sagge parole di Lucien Hooper, una leggenda di Wall Street: “L'investitore rilassato di solito è meglio informato e ha una maggiore comprensione dei valori essenziali, è più paziente e meno emotivo, paga imposte minori sulle plusvalenze, non incorre in commissioni di intermediazione inutili, ed evita di comportarsi come Cassio, pensando troppo”.

3. Aprite la mente e siate flessibili.
Ci sono momenti per comprare blue chip, titoli ciclici, obbligazioni societarie, strumenti del Tesoro statunitense, e così via. E poi ci sono momenti, invece, in cui bisogna mantenersi liquidi, perché alcune volte la liquidità è in grado di far cogliere dei vantaggi dalle opportunità di investimento che si presentano. La verità è che non c’è un tipo di investimento che sia sempre il migliore. Se un particolare settore o un titolo diventa popolare tra gli investitori, quella popolarità sarà sempre temporanea e, una volta persa, potrebbe non ritornare per anni.

4. Comprate a buon mercato.
Sembra scontato eppure non lo è. Troppi investitori acquistano ancora quando i prezzi sono alti e vendono a buon mercato. E quando chiediamo loro quando hanno intenzione di acquistare, la risposta spesso è: “Quando gli analisti concorderanno su una prospettiva favorevole”. È stupido ma è la natura umana. È estremamente difficile comprare quando tutti gli altri vendono, in momenti di poca chiarezza o quando così tanti esperti dicono che le azioni sono a rischio in un determinato momento. Ma se si acquistano gli stessi titoli degli altri si otterranno i loro stessi risultati. Non si può sovraperformare il mercato se si acquista il mercato. Ricordate le parole del grande Benjamin Graham: “Comprate quando la maggior parte delle persone, compresi gli esperti, sono pessimisti e vendete quando sono ottimisti”. O come diceva più succintamente Bernard Baruch, consigliere presidenziale: “Non seguire la folla”. Un’idea semplice ma difficile da applicare.

5. Comprate in base al valore delle azioni, non al trend di mercato o agli outlook economici.
Sono i singoli titoli che determinano il mercato, non viceversa. Troppi investitori si focalizzano sui trend di mercato o sulle prospettive economiche. Ma le singole azioni possono salire in un ‘mercato orso’ e scendere in un ‘mercato toro’. Il mercato azionario e l’economia non vanno sempre a braccetto.

6. Diversificate.
Non importa quanto siate prudenti. Non si può controllare né prevedere il futuro e ci sarà sempre qualche sorpresa a far saltare le vostre certezze. Quindi diversificate in termini di settore, rischio e Paese. Nelle azioni e nelle obbligazioni, come in molte altre cose, la sicurezza è nei numeri.

7. Monitorate gli investimenti in modo aggressivo.
Ricordate che nessun investimento è per sempre. E non ci sono titoli che si possono acquistare e dimenticare. Il ritmo del cambiamento è troppo veloce. Essere un investitore rilassato, come diceva Hooper (cit. supra), non significa essere accondiscendente. Aspettatevi il cambiamento e preparatevi a reagire.

8. Niente panico.
Nei momenti più critici per i mercati (l’esperto cita il crollo del 1987) bisogna cercare di mantenere la calma. Il momento di vendere è prima dello schianto, non dopo. Studiate il vostro portafoglio e vendete se potete acquistare titoli più attraenti. Se non li trovate, tenete quelli che avete.

9. Imparate dai vostri errori.
L’unico modo per non sbagliare è non investire, che sarebbe il più grande errore di tutti. Quindi, perdonatevi i vostri sbagli, non scoraggiatevi e soprattutto non cercate di recuperare quanto perso correndo rischi maggiori. Trasformate ogni errore in una lezione. Capite cos’è veramente andato storto e come evitare lo stesso sbaglio in futuro. Quando un investitore ripete “questa volta è diverso” non sa che quelle sono le 4 parole più costose della storia dei mercati.

10. Se un investitore ha tutte le risposte probabilmente non capisce nemmeno le domande.
Se è vero che esiste una manciata di principi d’investimento fissi, lo è altrettanto il fatto che non possiamo applicarli a scenari d’investimento, politici o economici altrettanto immutabili. Tutto è in uno stato costante di cambiamento, e l’investitore saggio riconosce che il successo è un processo di continua ricerca le risposte alle nuove domande.

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