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I sei fattori che spiegano il boom della domanda dei prodotti UCITS alternativi


I fondi UCITS alternativi hanno riscosso molto successo tra gli investitori europei nel corso dell'ultimo anno, facendo registrare, secondo i dati Morningstar, una raccolta netta di nuovi capitali pari a 70 miliardi di euro nel 2015 (+30% rispetto al 2014). Nonostante la flessione - pari a circa 13 miliardi di euro -  delle masse degli hedge fund registrata a livello globale nel primo trimestre, gli UCITS alternativi in Europa sono stati interessati da importanti afflussi che sono passati in qualche modo inosservati. Secondo dati di Lyxor AM, quella degli UCITS alternativi è di fatto l'unica classe di attività ad aver beneficiato di una raccolta positiva in Europa quest'anno, con afflussi per 3,6 miliardi a marzo, che hanno portato a 7,7 miliardi il dato cumulativo per il primo trimestre.  

Negli ultimi 12 mesi si è assistito a un particolare interesse per gli hedge fund di tipo UCITS da parte delle banche private. "Molte di queste si sono tenute alla larga dall'universo delle strategie alternative per anni, ma stanno ora tornando a investire massicciamente negli hedge fund di tipo UCITS in ragione della diversificazione e della semplicità offerte, due caratteristiche che hanno attirato anche altri investitori istituzionali", commenta Daniele Spada, head of Managed Account Platform di Lyxor.

L'esperto sottolinea come il forte interesse per gli UCITS alternativi appare in evidente contrasto con i deflussi subiti dalle asset class tradizionali: i fondi comuni azionari hanno registrato disinvestimenti per 20 mld, mentre per i fondi obbligazionari i deflussi sono stati pari a quasi 13 mld nel primo trimestre. Inoltre ritiene che "l'attuale tendenza degli UCITS alternativi sia destinata a continuare e stimiamo che il settore dovrebbe espandersi a un tasso del 20-30% nei prossimi due-tre anni. 

Per Spada la principale ragione alla base di questo appetito per gli UCITS alternativi sia "la necessità degli investitori di diversificare i propri portafogli, che li ha indotti a prendere in considerazione gli hedge fund, a patto che siano regolamentati e trasparenti, proprio quello che sono in grado di fornire le strategie UCITS. In aggiunta a ciò, gli UCITS sono testati e collaudati: la regolamentazione esiste ormai da diversi decenni e la direttiva UCITS V sta per essere introdotta, si trova in uno stato avanzato ed è ritenuta affidabile dagli investitori.

Potenziale di rendimento nel lungo termine

"Guardando esclusivamente agli indici di hedge fund, gli investitori potrebbero pensare che questi fondi hanno nel complesso registrato performance deludenti di recente", dice Spada. Nell'ultimo anno vi è difatti stata una significativa dispersione al livello dei rendimenti degli hedge fund. Sebbene il rendimento medio di questa tipologia di fondi sia stato prossimo allo zero nel 2015, alcuni hanno guadagnato oltre il 20%. "Ciò dimostra chiaramente che investire nella strategia giusta e nel fondo adeguato è di fondamentale importanza. La possibilità di conseguire rendimenti elevati, associata alla capacità di contenere la volatilità di mercato, aiuta a spiegare la significativa costanza della domanda di strategie alternative, nonostante la performance alquanto deludente degli indici di hedge fund", sottolinea l'esperto. E aggiunge: "evidentemente per gli investitori è essenziale lavorare con il giusto partner che li aiuti a trovare i gestori più competenti: la selezione dei fondi è un aspetto cruciale per un investimento di successo negli hedge fund".

Commissioni di gestione sempre più competitive

Al momento anche le commissioni di gestione e di performance rappresentano un grosso problema per gli investitori, in un contesto di rendimenti modesti delle asset class tradizionali e prossimi allo zero per le obbligazioni. Poiché rappresentano il formato più conveniente per accedere agli investimenti alternativi, gli UCITS esercitano un'innegabile attrattiva sugli investitori alla ricerca di fonti di performance decorrelate. "Quest'enfasi sulle commissioni e sul total expense ratio spiega altresì i presupposti su cui si fondano i nuovi prodotti (quali i fondi UCITS multi-manager) e la popolarità che li caratterizza", conclude Spada.

 

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