Hypo Portfolio Selection Sicav punta a Piazza Affari


Hypo Portfolio Selection Sicav ha deciso di chiedere l’ammissione dei propri prodotti alla Borsa Italiana. Più nel dettaglio, saranno negoziati lo storico comparto Basic, a quasi dieci anni dal suo lancio e che ha dato notevoli soddisfazioni agli azionisti risultando tra i migliori nel comparto bilanciato flessibile di Morningstar e il comparto, con tre anni di vita, Dynamic. Il primo fondo, da inizio anno, ha messo a segno una performance dell’11,20% e ha del 20,87% l’anno sui tre anni. “Si tratta di un fondo flessibile puro ed è concentrato sull’azionario (87% è investito in azioni europee) ma varia molto come asset. A oggi abbiamo quasi liquidato del tutto le posizioni in obbligazioni. Nel 2011 avevamo 50% in azioni e 50% in obbligazioni, per esempio”, ha spiegato Luca Parmeggiani, gestore presso la PKB Privatbank di Lugano, specializzata in gestioni patrimoniali e responsabile dell’asset management della banca.

L’altro fondo, invece, un flessibile bilanciato, che ha lanciato la classe retail nel 2013 ha registrato, da inizio anno, un +7,14%. In attesa di presentare domanda di ammissione nel mese dicembre, la Sicav ha predisposto un nuovo prospetto con l’emissione una nuova classe per ogni comparto aventi caratteristiche idonee alla quotazione. “Come struttura non abbiamo una grande forza di vendita e quindi quotare i nostri fondi è una grande opportunità sia dal punto di vista della visibilità sia da quello dell’ accesso alla clientela finale. Non intendiamo comunque fare concorrenza alle reti distributive”, spiega Michele Corno (nella foto), membro del consiglio di amministrazione della Sicav Hypo Portfolio Selection. La Sicav, con i attuali comparti, è nata per sua iniziativa nel 2005. Quanto alla tempistica, ha continuato il money manager, “stiamo cambiando il prospetto e abbiamo chiesto l’autorizzazione in Lussemburgo. L’obiettivo è di riuscire a quotarli entro il primo trimestre del 2015”. La Sicav ha a oggi masse in gestione per 60 milioni di euro. Infine, per quanto riguarda un’ipotesi di quotazione della Sicav Planetarium di Pkb, conclude: “ci stiamo riflettendo. Ma i comparti sono 21 e dunque sarebbe un processo lungo”.  

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