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HOLT, la nuova soluzione agli investimenti


Si chiama HOLT: ILC – Industrial Life Cycle ed è un acronimo (sono le iniziali di chi lo ha inventato) che sta a indicare processo di investimento azionario che classifica le società in cinque fasi di maturità prima di considerarne l’attrattività. A presentare la soluzione di investimento proprietaria è Crédit Suisse che fa affidamento da tempo sul proprio gruppo di ricerca HOLT, con la sua banca dati, che ha messo a punto un metodo di valutazione delle performance aziendali che consente di rettificare le distorsioni a cui normalmente sono soggetti i dati contabili delle aziende, chiamato CFROI – Cash Flow Return on Investment. Ma come funziona? “La banca dati HOLT converte i dati contabili distorti in una serie standardizzata di flussi di cassa, in funzione della base di attivi/passivi della società, fornendo un metodo di valutazione obiettivo e coerente per oltre 20mila società in 64 paesi. Confrontando questo flusso di cassa con la base patrimoniale si ottiene una valutazione del rendimento che può derivare dagli investimenti sulle diverse società, appunto l’indice CFROI. Le decisioni di investimento sono pertanto facilitate, grazie ai valori che HOLT assegna a ciascuna società”, spiega Andrea Sanguinetto, responsabile distribution Crédit Suisse Asset Management Italy -.

Il programma CFA, che utilizza la procedura HOLT, “è uno standard interno per la certificazione di analisti e portfolio manager a livello mondiale”, spiega Matteo Cassiani, presidente di CFA society Italy. Aggiunge: “semplificando, è come se fosse un esame dell’AIAF ma riconosciuto a livello globale nel settore finanziario”. Questa metodologia è alla base dell’innovativo sistema ILC – Industrial Life Cycle, che ripartisce l’universo delle aziende in cinque diversi stadi di maturità, classificandole in base a quattro variabili: livello di CFROI, tasso di crescita sulla base patrimoniale, leva finanziaria e rapporto prezzo / valore contabile. Ogni azienda attraversa fasi differenti della propria maturità aziendale, e i fattori di performance cambiano in base alla fase del ciclo di vita in cui la società si trova. Gli stadi di crescita delle aziende classificati da ILC sono: Start UP, Crescita, Maturità (o Cash Cow), Declino e Ristrutturazione. Ad ogni fase di maturità delle aziende corrisponde un diverso parametro di valutazione.

“Inoltre, ILC fornisce un metodo obiettivo per identificare i mutamenti, in positivo o in negativo, del ciclo di vita di un’azienda. La mancata identificazione della migrazione di un’azienda da un ciclo di vita all’altro, infatti, può avere un impatto negativo sui risultati di un investimento. La capacità ci comprendere questi cambiamenti è pertanto fondamentale nella costruzione di un portafoglio”, continua. E conclude: “tramite questo metodo è possibile quindi individuare le migliori idee di investimento, creando portafogli veramente differenziati che generano extra rendimenti nel comparto azionario, senza ulteriori rischi rispetto al mercato, inclusi il rischio paese e il rischio settoriale. E poiché la parte sostanziale del rendimento dei fondi deriva dalla selezione azionaria, l’utilizzo di ILC, in un processo di selezione bottom-up, fornisce una fonte più stabile di sovraperformance nei mercati sia rialzisti che ribassisti, e costituisce una innovazione che si può applicare ai portafogli di investimento a livello globale”. Attualmente, il metodo ILC viene applicato a sette diverse strategie equity: Global Emerging Markets, Global Small & Mid Cap Emerging Markets, Global Developed Markets Core, Global All Countries Small & Mid Cap, European Equties, US Equities Core e APAC Equities (ex Japan). Tutte le categorie hanno sovarperformato i rispettivi benchmark. Il team di gestione di ILC è di 8 professionisti, con un’esperienza media di oltre 15 anni, basati a Chicago, Zurigo e Singapore, che lavorano a contatto con il team HOLT di Crédit Suisse, composto da specialisti settoriali e di ricerca.

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